Un grande edificio in mattoni a vista eretto negli anni Trenta, fino a pochi anni fa sede distaccata della Regione Lombardia, presenta nella parte sotterranea un grande rifugio antiaereo suddiviso in numerose celle.
L’impianto si compone di una scala con il corrimano metallico che scende nel sottosuolo e un corridoio a tracciato spezzato lungo cui si aprono le celle, ovvero i locali destinati a rifugio, ancor’oggi chiusi da porte blindate. Si tratta di porte della ditta Sisti di Milano, in solo metallo, con il classico maniglione centrale. Una cella è provvista di una piccola uscita di sicurezza, anch’essa munita di porta blindata, che dà in un’angusta intercapedine a sua volta comunicante con il vano delle scale. Al momento dell’ispezione tutti i locali erano adibiti a magazzino e archivio. Gli impianti d’illuminazione erano stati rifatti, per quanto lungo i muri qualche traccia dei vecchi impianti fosse ancora presente. Nel corridoio principale non si sono notate scritte d’epoca, così come nei pochi ambienti di cui si è potuta prendere visione.