Forte di Demonte: aggiornamenti su “Sopra e Sotto il Carso”
Forte di Demonte in Valle Stura (Cuneo – Piemonte)
Nel numero di Agosto 2025 di “Sopra e Sotto il Carso” è uscito un nuovo articolo sul Forte di Demonte in Valle Stura (Piemonte). Ecco il “pezzo” scritto da Gianluca Padovan.
Puntare i piedi
Esattamente quattro anni fa è uscito un particolare “Speciale” del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer”, grazie all’interessamento di Maurizio Tavagnutti, sul Forte di Demonte, opera sabauda sei-settecentesca e studiata solo ed esclusivamente da Speleologi italiani.
Oggi vi aggiorno. Ma prima di “puntare nuovamente i piedi” voglio ricordare il chiaro impegno sociale e culturale di Maurizio Tavagnutti e dell’Associazione che dirige: un paio di perle rare in un attuale panorama (anche “speleologico” -scritto tra virgolette e con la esse minuscola-) che piuttosto di salvaguardare un qualsivoglia bene culturale, architettonico, sociale e nazionale si volta dall’altra parte a leccare un ghiacciolo al limone.
Gli Speleologi (stavolta scritto con la Maiuscola) sono una razza coriacea, ognuno con la propria testa come fosse un piccolo-grande mondo, sostanzialmente ingovernabili e certamente genuini. Sono elementi introversi e antipatici, pronti a difendere una causa persa che riguardi la propria Terra, la propria “area di competenza”. Quelli che nel tempo non l’hanno fatto, sono solo speleologi (stavolta scritto con la esse minuscola) che vanno sotto terra con il paraocchi e basta.
Perché scaldarsi tanto per un’antica fortificazione e una manciata di pozzi e gallerie che nessuno si fila? Perché nel momento in cui chi dirige le danze è la valigetta col denaro nessun elemento che possa venire catalogato come “bene culturale” è al sicuro. Oggi è la volta di questa dimenticata fortezza piemontese. Domani potrebbe capitare alla vostra città, al vostro borgo, al vostro villaggio, alla vostra grotta del cuore, all’antico acquedotto che avete scoperto e a fatica esplorato e rilevato, oppure all’impianto di gallerie idrauliche e sotterranee cresciuto nell’arco di mezzo millennio e adesso ottimo per scaricarci la fogna di cui nessuno vuole sentire parlare (Follonica docet).
Come fa un’opera definita di pubblica utilità andare a compromettere un bene storico, architettonico e culturale? Semplicemente presentandola come l’unica soluzione ad una questione che ha, invece, più varianti risolutive. Ma, di fatto, porterebbero meno denaro…
IL RESTO DELL’ARTICOLO LO POTETE LEGGERE QUI:
NUMERO SPECIALE SUL FORTE DI DEMONTE PUBBLICATO DAL CENTRO RICERCHE CARSICHE “C. SEPPENHOFER” DI GORIZIA, AGOSTO 2021: 2106_Speciale Forte Demonte Valle Stura.pdf (View)
SITO DEL CENTRO RICERCHE CARSICHE DI GORIZIA: http://www.seppenhofer.it




