TAIPANA… MALA TEMPORA CURRUNT

Aprile 15, 2026 Off Di Archeologia del sottosuolo

TAIPANA… MALA TEMPORA CURRUNT

Taipana, comune del Friuli Venezia Giulia, sette frazioni, poco più di cinquecento anime, una storia locale che si può raggranellare in poche manciate di battute… non perché non ne abbia, ma in quanto terra di confine ne ha subite parecchie e tutte a discapito dell’identità locale.

Due guerre mondiali, la coda della “guerra fredda” e il terremoto del 1976 segnano un XX secolo in modo negativo e il perché è facilmente intuibile.

L’unica luce in tanto buio arriva con le indagini speleologiche giuliane e friulane proprio negli Anni Settanta.

Non sto a ripercorrerle in quanto già Maurizio Tavagnutti lo ha fatto in “Sopra e Sotto il Carso”, nell’articolo “È finita!” che qui troverete riprodotto.

Dopo mezzo secolo di attività speleologica e un quarto di secolo d’apertura dell’unico Rifugio Speleologico della Regione, gestito dal Centro Ricerche Carsiche “Carl Seppenhofer”, ecco il classico “fulmine a ciel sereno”: senza addurre motivazione alcuna il sindaco ha fatto chiudere il Rifugio.

Personalmente posso solo dire (ed è meglio che a questo mi limiti, almeno per il momento) che ho impiegato un paio di settimane per buttare giù queste quattro misere righe, tanto la mia indignazione è “montata come panna”.

Non stupiamoci: in questo lungo, lunghissimo, periodo di magra culturale ciò che anima mente e sentimenti, studi e ricerche sul campo, deve essere tranquillamente frenato o, meglio, abbattuto. D’altra parte, a bene vedere, un Popolo ignorante e privo d’ideali lo si governa meglio, con più facilità e senza bisogno di tante parole.

E, difatti, senza alcuna parola da parte delle “autorità” il polo culturale di Prossenico, frazione di Taipana, è stato chiuso e presto il fabbricato potrebbe essere abbattuto.

Niente più Speleologi da ogni parte d’Italia e d’Europa, basta con il “Triangolo dell’Amicizia” (Austria – Italia – Slovenia), chiusi i campi di studio e di ricerca, niente più “Laboratorio speleologico e di tecniche fluorimetriche APS ETS” e le iniziative a favore delle scuole.

Simpaticamente, come nello stile che mi contraddistingue, dichiaro a piena voce: non omnibus datum.

Cultura e scienza ce le si deve anche guadagnare e qualche cosa mi dice che per troppo tempo quel fazzoletto di territorio ha beneficiato del fluido vitale di tanti, tantissimi, Speleologi.

Concludo augurando con il classico motteggio “se sèra na porta e se averze un porton!”.

E che così possa rapidamente essere tanto per Maurizio Tavagnutti quanto per tutto il Centro Ricerche Carsiche “Carl Seppenhofer”.

Avantisempre!

Gianluca Padovan

Taipana

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