Il silo è la costruzione destinata alla conservazione delle derrate, dei foraggi e dei prodotti deperibili in generale, ed è utilizzato fin dall’antichità. Può essere costruito in elevato, seminterrato o sotterraneo.

Nel lavoro di Marc’Aurelio Boldi possiamo leggere, alla voce GENERALITÀ SUI SILÒS, che si tratta di depositi generalmente sotterranei per la conserva dei foraggi: «In vari luoghi della Germania si usa largamente l’infossamento del mais verde come foraggio. Si fanno dei silos di m. 1,50 di profondità, m. 2,5 di larghezza e da 3 a 9 metri di lunghezza disponendo il foraggio nel senso della lunghezza in tanti fusti paralleli e ben serrati l’uno contro l’altro sino a formare un colmo a pareti inclinate alto 2 metri, sopra il livello del suolo, il quale si copre di terra e si comprime bene coi piedi» (Marc’Aurelio Boldi, Le costruzioni rurali, in AA. VV., L’arte moderna del fabbricare. Parte seconda, Le costruzioni, Casa Editrice Vallardi, Milano 1901, p. 206).

Di seguito, alla voce SILÒS SOTTERRANEI, sempre Boldi scrive: «Il signor Goffart fece costruire nel suo latifondo in Sologna delle grandi vasche cementate per mettere in serbo il mais per il mantenimento di oltre ottanta grossi capi bovini. Esse hanno 14 metri di lunghezza, 5 di larghezza e terminazioni semiellittiche, e 5 di altezza metà in sterro e metà sopra terra (vedi figure)» (Ibidem, pp. 207-208).