Primo Congresso Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali – 2005. PARTE I

Dicembre 9, 2025 Off Di Archeologia del sottosuolo

Primo Congresso Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali a Bolsena (Viterbo) nel dicembre 2005. PARTE PRIMA.

di Gianluca Padovan (Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano – Federazione Nazionale Cavità Artificiali). Fotografie: Archivio Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano – fotografo Marco Belardi – foto speleo SCAM.

L’IMPRESA.

Quella è stata proprio una bella impresa! Oggi, dicembre 2025, sul finire dell’autunno, voglio ricordare tutti, ma proprio TUTTI coloro che hanno partecipato. A suo tempo promisi che ciò che era stato organizzato e fatto non sarebbe andato perduto nelle pieghe del tempo. Promisi che il nostro impegno avrebbe prevalso sulle angustie di quei microbi dei detrattori. Promisi che questo grande PRIMO CONGRESSO NAZIONALE di Speleologia in Cavità Artificiali sarebbe stato ricordato nel tempo. Su quest’ultimo punto ci avevo meditato bene e, difatti, gli Atti sono usciti nella Serie Internazionale dei British Archaeological Report di Oxford (UK): questa Casa Editrice non mette mai “fuori catalogo” i libri che stampa. Ecco gli Atti in due volumi per un totale di 852 pagine:

Basilico Roberto, Bavagnoli Luigi, Del Lungo Stefano, Padovan Gianluca, Wilke Klaus Peter (a cura di), Atti I Congresso Nazionale di Archeologia del Sottosuolo: Bolsena 8-11 Dicembre 2005. Archeologia del Sottosuolo: Metodologie a Confronto, Voll. 1 e 2, Hypogean Archaeology (Research and Documentation of Underground Structures) N° 2, British Archaeological Reports International Series 1611, Oxford 2007.

Per chi fosse interessato: https://www.barpublishing.com/book/archeologia-del-sottosuolo-metodologie-a-confronto/

ATTI Primo Congresso di Speleologia in Cavità Artificiali

Atti Primo Congresso Vol. I

Congresso di Speleologia in Cavità Artificiali

Primo Congresso di Archeologia del Sottosuolo Vol. II

Vent’anni fa…

Dall’8 all’11 dicembre 2005 si è tenuto a Bolsena (Viterbo), il I Congresso Nazionale di Archeologia del Sottosuolo: “Archeologia del Sottosuolo: metodologie a confronto”. Abbiamo così inaugurato una serie di occasioni nelle quali la Speleologia, la Subacquea, la Speleosubacquea, la Biospeleologia e l’Archeologia si sono confrontate sul tema comune delle Opere Ipogee, ovvero le Cavità Artificiali.

La scelta della figura di Giano Bifronte a logo del nostro Congresso ha ricalcato tale impostazione intendendo simboleggiare la contiguità fra tutte queste discipline, costituenti all’atto pratico le due facce di una stessa medaglia, con speleologi e archeologi impegnati sui medesimi intenti, ma da prospettive diverse.

La piattaforma comune è stata la classificazione delle Cavità Artificiali in Tipologie e Sotto Tipologie. Difatti solamente grazie ad un comune linguaggio ed alla metodologia scientifica di classificazione in sette tipologie principali si è potuto ed ancora oggi si può dialogare per lo sviluppo della Disciplina.

Dopo vent’anni qualcheduno ci ha lasciati, pur rimanendo nei nostri più cari ricordi, ma gli Studi sono proseguiti al di là di ogni più rosea prospettiva. Quello che oggi materialmente rimane indelebile è quanto messo “nero su bianco” con la pubblicazione di due volumi di Atti, in una testata internazionale, e dedicati allo Speleologo vicentino Francesco Dal Cin.

Bolsena Primo Congresso

Bolsena Primo Congresso di Archeologia del Sottosuolo

Il Primo Congresso.

Il Congresso è stato promosso dalla Federazione Nazionale Cavità Artificiali e da questa organizzato, con la collaborazione del Comune di Bolsena, dell’Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano e dell’Associazione Scuola Sub Lago di Bolsena.

Il Comune di Bolsena ha messo a disposizione ben cinque sale e il nostro ringraziamento è andato soprattutto al Sindaco Ing. Paolo Equitani e all’Assessore al Turismo Dott. Roberto Basili. Si sono inoltre ringraziati la Sig.ra Roberta Pelliccetti, la Sig.ra Mariapace Guidotti e il Dott. Pietro Tamburini.

Il Teatro Storico San Francesco ci ha ospitati e nel corso dell’intera manifestazione si sono contate circa duecento presenze. I lavori “a calendario” erano i seguenti:

I. Monica Bosio: Introduzione ai lavori: cavità artificiali e Archeologia del Sottosuolo.

II. Stefano Del Lungo, Gianluca Padovan: Archeologia del Sottosuolo: metodologie a confronto.

III. Paola Carità: Insediamenti, reti idrauliche ipogee ed aree funerarie rupestri nell’Etruria Meridionale (Lazio).

IV. Gianni Niccolai: Le miniere del Campigliese.

V. Eugenio Susi: Spechi, spelonche, cryptae e arenari: il sottosuolo nelle vite dei santi.

VI. Roberto Basilico, Sara Bianchi, Paola Carità, Stefano Del Lungo, Claudia Ninni, Gianluca Padovan, Alessandro Verdiani: Contributo al censimento delle opere ipogee del territorio di Bolsena.

VII. Roberto Basilico, Claudia Ninni, Gianluca Padovan: L’acquedotto di Fontana Antica a Tarquinia.

VIII. Adriano Morabito, Marco Placidi: Altare della Patria. I sistemi sottostanti il Vittoriano.

IX. Maurizio Radacich: L’acquedotto romano di Bagnoli.

X. Alessandro Fioravanti: Antica opera di drenaggio obliterata a Bolsena.

XI. Helenia Bertasi, Roberto Zorzin: Le miniere di lignite del veronese.

XII. Giuseppe Antonini, Maurizio Mainiero, Alberto Recanatini: Le opere idrauliche sotterranee di Ancona.

XIII. Angelo Timperi: Nuove acquisizioni dai territori di Bolsena e di Grotte di Castro.

XIV. Alex Foglino, Carmelo Prestipino, Alberto Verrini: Le cavità-rifugio. Note descrittive su alcuni ipogei di tipo insediativo e cultuale a cavallo tra Liguria e Piemonte.

XV. Mauro Campini, Alberto Pedroni, Roberto Rondelli: Il forte di Pietole.

XVI. Valerio Chiaraluce: L’acquedotto delle Fontane Secche a Bagnoregio.

XVII. Claudio Bizzarri: Strutture ipogee di Orvieto etrusca: proposta di inquadramento tipologico.

XVIII. Roberto Basilico, Sara Bianchi, Valerio Coletto: Lo studio di un’opera idraulica alpina: il Trou de Touilles.

XIX. Luigi Bavagnoli, Claudia Ninni, Roberto Reis: Indagini speleologiche nel territorio di Ottiglio.

XX. Patrik Herbreteau, Federico Mirolo, Laura Scandiuzzi: Nota preliminare sulle opere del Vallo Alpino del Littorio in Friuli.

XXI. Amedeo Gambini: Antro delle Gallerie: lo stato attuale delle conoscenze.

XXII. Roberto Zorzin, Alessandro Zorzin: Le miniere di “Ferro – Manganese” della provincia di Verona.

XXIII. Marco Bonini, Cristian Biagioni: Le miniere medievali e la lavorazione del ferro a Fornovolasco.

XXIV. Roberto Zorzin, Leonardo Latella: Le miniere di “Terra Gialla” di Verona.

XXV. Giuseppe Antonini, Maurizio Mainiero, Alberto Recanatini: Il cunicolo della Fonte del Filello sotto il colle Guasco di Ancona.

XXVI. Franco Gherlizza, Lino Monaco: Il forte sul colle di Osoppo.

XXVII. Andrea Thum: Esplorando il presente alla ricerca del nostro passato: viaggio nei ricoveri antiaerei di Milano.

XXVIII. Domenico Zanon: Zoocenosi endogea riscontrata a Poggio Moscini (area archeologica di Bolsena -Viterbo).

XXIX. Luigi Casati: Che cos’è un circuito o rebreather?

XXX. Davide Padovan, Gianluca Padovan: Operazioni speleosubacquee nel Lago di Bolsena: ritrovamenti nei pressi dell’Isola Martana.

XXXI. Egidio Severi: Archeologia subacquea a Bolsena.

XXXII. Franca Bellomarini: Interventi di restauro su materiali rinvenuti sui fondali del lago di Bolsena.

XXXIII. Domingo Dettori: Armi medievali del lago di Bolsena.

XXXIV. Graziano Ferrari: Cavità marine fra Baia e Capo Miseno (Napoli).

XXXV. Matteo Bertulessi, Lorenzo Brusetti, Massimo Cogliati, Maurizio Penati, Luigi Rota: Il labirinto del Minotauro: cave di marne nel comune di Olgiate Molgora.

Provare il rebreather con Claudio Carnello

Una nota a margine.

Rispetto al programma iniziale, diramato già nel giugno 2005, vi sono stati dei cambiamenti, dovuti sia a qualche assenza, determinata all’ultimo istante da eventi contingenti, sia al ritrovamento, nel Lago di Bolsena, di alcuni reperti. Difatti, nel corso della campagna estiva, condotta dalla Federazione Nazionale Cavità Artificiali presso l’area archeologica di Poggio Moscini a Bolsena, alcuni speleosub hanno effettuato ricognizioni nel Lago di Bolsena. Durante i lavori sono stati rinvenuti sul fondale lacustre: una celata quattrocentesca, due asce medievali, una fascia metallica e una brocchetta in terracotta. Scopritori: Massimo Circi e Davide Padovan. Il materiale è stato quindi restaurato nei laboratori della Soprintendenza Archeologica e presentato al Congresso, unitamente ad un filmato, prodotto dalla Tyrfing s.a.s. di Milano, con foto e riprese di Marco Belardi e Massimiliano Bellacima. Tali reperti sono stati poi esposti al Museo Archeologico di Bolsena.

Fine parte prima.

Ritrovamento di Davide Padovan

Celata italiana da cavalleggero del XV sec. ritrovata da Davide Padovan nel Lago di Bolsena, restaurata dalla Soprintendenza ed esposto al Congresso.

Franca Bellomarini della Soprintendenza Archeologica per l'Etruria Meridionale restaura la celata.

Franca Bellomarini della Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale restaura la celata.

 

Lo speleosub Davide Padovan riemerge con la celata.

Lo speleosub Davide Padovan riemerge con la celata all’italiana che ha scoperto e recuperato nelle acque del Lago di Bolsena