Che cosa c’è di sotterraneo tanto in Largo La Foppa quanto nell’inventore milanese Giovanni Battista Piatti? Il quesito non si risolve in poche righe, quindi abbiate pazienza e leggete quanto segue, per poi apprezzare anche questo scorcio di Milano e… un Milanese.

Innanzitutto la parola “foppa” indica la buca, la fossa, ma anche il cimitero comune. In questo slargo, oggi Largo La Foppa, un tempo s’incrociavano i binari del tram; oggi c’è la fermata Moscova della Linea Verde della metropolitana.

Proprio davanti ad uno degli accessi della MM vi è il monumento a Giovanni Battista Piatti, inventore eccezionale, ma decisamente poco fortunato, nato a Milano il 10 febbraio 1813 e mortovi il 4 settembre 1867. Inventò la macchina perforatrice ad aria compressa che fu utilizzata per la prima volta nella realizzazione della galleria ferroviaria del Fréjus, detta anche Galleria del Moncenisio. Costruita tra il 1857 e il 1870, l’anno successivo fu aperta al traffico.

Eppure ancora oggi si trova scritto che le macchine perforatrici furono inventate dagli ingegneri Germain Sommeiller, Sebastiano Gràndis e Severino Grattoni.

Come mai? Il genio non fu “profeta in casa propria?”

Piatti sottopose il suo progetto nel febbraio del 1853, ma venne “accantonato”. Però tre mesi dopo la medesima invenzione veniva presentata dagli ingegneri sabaudi Sommeiller, Gràndis e Grattoni.

Per rendere onore al Piatti Luca Beltrami, con altri Milanesi, fece erigere un monumento a imperitura memoria. Sul fronte, inciso nella pietra, si legge:

«Nel febbraio 1853 / fu il primo a proporre per il traforo del cenisio / originali e pratiche applicazioni dell’aria compressa / al benemerito dell’ardua impresa / cui la sorte negò in vita onori e compensi / amici ammiratori eressero»

Nelle foto a corredo del presente articolo si può vedere il monumento a Giovanni Battista Piatti e due tavole: un perforatore manuale e un compressore ottocentesco.

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