La necessità di seppellire i morti si è sentita in ogni epoca e presso ogni civiltà. Ognuna ha poi espresso, a seconda del proprio credo, un “sistema d’inumazione”, andando a creare prevalentemente delle opere sotterranee destinate ad accogliere le spoglie mortali. Sono la tipologia di cavità artificiale più diffusa per numero e si può affermare che quasi non esista località con tracce di antropizzazione priva d’inumazioni o di edifici funebri.

Si hanno dalle semplici fosse rivestite in lastre di pietra agli edifici monumentali come possono essere, ad esempio, la Piramide di Giza in Egitto e la Piramide delle Iscrizioni a Palenque in Messico, o le tombe megalitiche presenti in varie aree della Terra. Le architetture sono molteplici e talvolta complesse. Ognuna rispecchia quindi un credo, un desiderio, una tradizione, una disponibilità economica, la necessità di lasciare un “segno”, una tecnologia acquisita, l’osservanza di una legge.

Nella Valle dell’Anapo, in Sicilia, sono state individuate circa cinquemila “tombe a grotticella” scavate nelle balze rocciose, suddivise in cinque necropoli, la cui più antica è inquadrabile tra il XII-XI sec. a. Situata nel territorio dell’odierna Giordania, tra il Mar Morto e il Mar Rosso, la città di Petra, chiamata dagli arabi Wadi Musa (valle di Mosé) è comunemente nota soprattutto per le tombe monumentali, le cui facciate sono scolpite nelle pareti di arenaria con colorazioni che vanno dal rosso all’ocra e caratterizzanti l’intero complesso. La zona fu abitata sin dal Paleolitico e acquisì importanza in seguito all’installazione dei Nabatei, attorno al IV sec. a. Tra i vari tipi tombe l’esempio di rilievo è la tomba a tempio con la facciata divisa in due piani; all’interno della parete rocciosa sono poi ricavate le camere sepolcrali, variamente articolate.

Testi di riferimento:

Padovan Gianluca (a cura di), Archeologia del sottosuolo. Lettura e studio delle cavità artificiali, British Archaeological Reports, International Series 1416, Oxford 2005.

Basilico Roberto et alii, Italian Cadastre of Artificial Cavities. Part 1. (Including intyroductory comments and a classification), British Archaeological Reports, International Series 1599, Oxford 2007.

 

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