Denominazione: Pozzo Spina di Pesce (tav. 27)
Numero catastale: CA 01021 LA VTUbicazione: Pian della Regina
Cartografia: I.G.M. 142-1-NO; C.T.R. 354100 TARQUINIA NORD; Modus 1:2000 10/1983
Quota: 172.8 m s.l.m.
Posizione: /
Unità geologica: Calcare di Tarquinia; Pliocene Inferiore e Medio
Svolgimento lavori: settembre 1989, novembre 1990, marzo 1991
Operazioni condotte: esplorazione, rilievo planimetrico, servizio fotografico
Stato di conservazione: mediocre
Contesto: mancante
Avvertenze: l’accesso potrebbe essere soggetto ad ulteriori franamenti
Interventi: rifacimento della bocca e ricollocazione della vera, consolidamento e svuotamento
Collocazione: situata a sud dell’Ara della Regina, l’opera è chiusa da una grata e recintata.
Forma: lo scavo ad asse verticale ha una forma tronco conica abbastanza regolare ed è completamente incamiciato.
Destinazione: ha l’aspetto di una cisterna.
Imboccatura: al momento della prima ricognizione la ‘piccola voragine’ si era aperta da poco: era parzialmente franata la bocca del pozzo, facendo cadere all’interno la vera. Tuttavia si poteva ancora riconoscerne la sede. La vera è in nenfro, composta da due parti simmetriche (una spezzata in più punti a causa della frana, forse dovuta al vomere di un aratro come testimonierebbe un solco recente sulla faccia superiore), quadrata e di 1.28 m di lato, con foro centrale del diametro di 0.38 m, con bordi rilevati e spessa 18 cm.
Dimensioni: profondità 3.9 m, all’accesso misurava 1×1.2 m e al fondo 2.68×2.55 m.
Pedarole: assenti.
Condotte: a 0.6 m dall’accesso usciva dall’incamiciatura un tubo fittile orientato a 10°, il cui diametro esterno è di 11 cm e quello interno di 9 cm. E’ stato notato nel corso della seconda ricognizione poiché un ulteriore cedimento l’aveva portato in luce. Nel corso dell’ultima ricognizione già non era più visibile.
Osservazioni: la caratteristica dell’opera è di avere la tessitura del rivestimento in pietre disposte a spina di pesce in corsi abbastanza regolari, che dal fondo sale fino a 3 m dall’accesso. Se prima il fondo era costituito in prevalenza da terriccio, ora vi è un pronunciato cono detritico.
Note: nessuna.
Bibliografia: Padovan 1999a, pp. 18-20; Padovan 1999b, pp. 56-57; Del Lungo 1999b, pp. 68-69.

 

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