Denominazione: Pozzo delle Colonne (tav. 23; figg. 13 e 14)
Numero catastale: CA 01011 LA VTUbicazione: Pian della Regina
Cartografia: I.G.M. 142-1-NO; C.T.R. 354100 TARQUINIA NORD; Modus 1:2000 10/1983
Quota: 159.5 m s.l.m.
Posizione: /
Unità geologica: Calcare di Tarquinia; Pliocene Inferiore e Medio
Svolgimento lavori: settembre 1989, novembre 1990
Operazioni condotte: esplorazione, rilievo planimetrico, servizio fotografico e cine-televisivo, recupero materiale fittile
Stato di conservazione: discreto
Contesto: mancante
Avvertenze: il riempimento del secondo pozzo potrebbe ulteriormente assestarsi, franando all’interno della camera; possibile presenza di gas dovuti alla decomposizione di materiale organico
Interventi: consolidamento dell’imboccatura, svuotamento del secondo pozzo e della camera, analisi delle argille e delle impronte, disostruzione del cunicolo
Collocazione: situata nei pressi del Casale degli Scavi, in direzione ovest, l’opera è chiusa da un tombino in cemento, ricoperto da un cumulo d’immondizia, e la recinzione è assente.
Forma: lo scavo ad asse verticale di forma cilindrica dà accesso a una camera circolare, con due colonne centrali e sette pilastri perimetrali, in cui s’immettono lateralmente un cunicolo e verticalmente un secondo pozzo.
Destinazione: allo stato attuale non è possibile stabilire la destinazione del manufatto: pur avendo l’aspetto di una cisterna, occorrerebbe effettuare un completo esame delle strutture, data la loro peculiarità.
Imboccatura: è circolare, priva di vera, e misura 0.83×0.86 m. Scendendo è incamiciata con pietre per i primi 1.73 m, proseguendo in roccia a vista.
Dimensioni: la profondità massima è di 7.1 m; seguendo la sezione CC’ incontriamo in direzione ovest a 2.75 m dall’accesso il cervello di volta del cunicolo, mentre a 5.9 m in opposta direzione abbiamo la volta della camera. Il cono detritico che ne costituisce l’attuale fondo è posto ad una profondità di 6.7 m. Due colonne centrali salgono dal fondo ad incontrare la volta: sono composte da conci in pietra calcarea locale, squadrati e posti uno sull’altro di testa, le cui dimensioni sono 0.7-0.8 m di altezza, con base quadrata di 0.5 m di lato. L’ultimo elemento della colonna a sud differisce come dimensioni, assumendo l’aspetto di un rozzo capitello. Non poggiano perfettamente contro la volta e lo spazio è tamponato con pietre sbozzate di minori dimensioni e di colore nero. La camera ha un diametro di 4.85 m e nella parete si riconoscono perfettamente sette pilastri disposti ad intervalli non regolari, di forma e di materiale identici a quelle centrali. Le facce visibili rivolte verso l’interno hanno larghezze varianti tra 0.5 m e 0.75 m; alcune presentando alla sommità delle pietre squadrate piatte e larghe di colore nero.
Pedarole: la parte non rivestita della canna del pozzo ne presenta diverse, perfettamente riconoscibili, distribuite lungo la parete senza un apparente ordine.
Condotte: non ne sono state rinvenute.
Osservazioni: il fondo della camera è caratterizzato da due ampi coni detritici, costituiti da sassi, argilla, laterizi, frammenti di tegole non recenti e immondizia; l’opera è utilizzata come discarica e abbiamo rinvenuto i resti di tre cani. La volta rocciosa ha un andamento assai irregolare, presentando due vistose crepe; vicino al pozzo d’accesso, oltre le due colonne, una seconda apertura circolare permette di scorgere un tratto di scavo ad asse verticale: dovrebbe trattarsi di un secondo pozzo, di cui non vi è traccia in superficie: è ostruito da terra, laterizi e frammenti di embrici; nel sottostante cono detritico è stato recuperato un gocciolatoio in terracotta con testa leonina, policromo. Tra i pilastri la parete è composta da pietre in massima parte calcaree, le cui connessure sono stagnate con argilla assai fine, color Terra di Siena chiara, su cui sono rimaste impresse le impronte delle dita che l’hanno applicata. Sovrapposto al primo, un secondo strato si rinviene ancora in alcuni punti: trattasi di un impasto argilloso, di colore scuro e con una granulometria superiore, che lascia pensare possa essere un rivestimento impermeabile o una sorta d’intonaco. Sulle colonne e sui pilastri non si notano i segni di un eventuale livello dell’acqua.
Note: entrambi i rivestimenti della parete della camera andrebbero analizzati per stabilirne con certezza la funzione, mentre le impronte devono essere rilevate e studiate. Il cunicolo va disostruito per vedere quale ne sia la destinazione e a quali strutture sia connesso. Vi sono varie specie d’insetti, tra cui numerosi ragni.
Bibliografia: Padovan 1999a, pp. 15-18; Padovan 1999b, pp. 51-52; Del Lungo 1999 b, pp. 64-65; Padovan 2000 a, pp. 107-110.

 

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