Progetto “Tarquinia sotterranea”
Delimitato da scoscendimenti naturali e tratti di antiche mura, l’altipiano della Civita di Tarquinia si è ben prestato alle indagini speleologiche indirizzate alla ricerca e alla catalogazione delle cavità artificiali: priva di recenti antropizzazioni, ha offerto l’opportunità di operare in un sito sostanzialmente integro.
Abbiamo effettuato una prima campagna ricognitiva nel settembre 1988 e, prospettatosi il nostro interesse a prendere visione di tutte le cavità ivi presenti, si è proseguito negli anni il lavoro di censimento ed analisi, al fine di avere un quadro del patrimonio ipogeo e dando la priorità agli impianti di conserva e di trasporto delle acque, con la distinzione tra le ‘perforazioni ad asse verticale’ del terreno e le ‘opere cunicolari’. Si è anzi ritenuto che lo studio delle modalità di organizzazione delle risorse idriche potesse dare un rinnovato impulso alle indagini archeologiche.

Nel 1989 si è svolta la prima campagna speleologica dell’Associazione S.C.A.M., con l’estensione delle ricognizioni anche al di fuori dell’abitato antico. Non si può infatti comprendere una realtà non semplicemente ‘ipogea’ scorporandola dal contesto territoriale. Abbiamo pertanto composto un progetto che prevedesse ricognizioni sistematiche, e non sistematiche, sull’intero territorio comunale, unitamente al recupero di un’eventuale ‘memoria storica’ legata alle opere ipogee. Individuati gli accessi alle cavità, si sarebbero effettuate le necessarie esplorazioni, seguite dai servizi fotografici e dai rilievi; parallelamente, si sarebbe esaminata la documentazione relativa alle ricerche prettamente archeologiche effettuate in passato.

CIVITA DI TARQUINIA – ETRURIA MERIDIONALE

ARCHEOLOGIA DEL SOTTOSUOLO