“Riesumare” gli scritti del passato è sempre interessante ed istruttivo. Si riporta quanto scritto a fine Ottocento nel Bollettino della Consulta del Museo Archeologico di Milano in quanto si parla dell’ing. Poggi (colui che progettò a fine Ottocento il moderno impianto fognario) e di un reperto scolpito nel marmo di Musso, dove tutt’oggi esistono le antiche cave coltivate fino al XX secolo.

«Nel corso dell’anno 1897, durante i lavori computi dal Municipio per la fognatura, furono fatti i seguenti ritrovamenti di oggetti e di ruderi che ci danno nuove traccie di Milano antica. In via Gian Giacomo Mora, verso il corso di Porta Ticinese, a m. 1,80 di profondità dal piano stradale, l’ing. Felice Poggi ritrovò un colossale basamento romano di marmo, una testa ed un piccolo frammento di capitello, che furono mandati al Museo.

Il basamento è in marmo a pianta quadrata, misura in altezza 63 centimetri, nelle due fronti una lunghezza di m. 1,27 e nei due lati minori m. 0,82. Come lo indicano le epigrafi delle due fronti, riprodotte in questo disegno, cotesto marmo di epoca romana segnava l’estensione di un terreno probabilmente occupato da una tomba.

La testa di donna pure in marmo, alta m. 0,20, è anche un lavoro romano e si può assegnare ai bassi tempi; ha lunga capigliatura e porta in capo una corona o stefanè.

Il frammento in marmo di Musso, di soli 17 centimetri di altezza ci dà una foglia di acanto: è quindi parte di un qualche capitello corinzio; il lavoro è pure dei bassi tempi dell’impero romano».

(Giulio Carotti, Scoperte e traccie di Milano antica apparse in occasione di lavori edilizi. Antichità e frammenti che ne pervennero al Museo, in AA.VV., Bollettino della Consulta del Museo Archeologico di Milano, Sezione II, Anni X e XI, Milano 1898, pp. 46-47).