Scuola Primaria Giacomo Leopardi.

In Viale Luigi Bodio, al numero civico 22, vi è una scuola elementare la cui costruzione ha inizio nel 1926 ed è inaugurata l’anno successivo. Originariamente dedicata alla maestra Rosa Maltoni Mussolini, dopo la guerra è intitolata a Giacomo Leopardi.

Il bell’edificio a ferro di cavallo, con le aule spaziose e gli alti soffitti, lascia all’interno un vasto cortile dove gli alunni possono giocare, mentre il fronte aperto è occupato da una bassa struttura, sempre degli anni Venti, destinata a palestra.

I locali sotterranei del complesso sono oggi meta di visite guidate per gli alunni, per gli studenti di altre scuole e per coloro i quali desiderano riscoprire un frammento del passato milanese. Ed è proprio la Preside Laura Barbirato, a parlarcene nel libro La Bovisa e la sua scuola:

«I sotterranei hanno un andamento circolare, si sviluppano quindi sotto il “ferro di cavallo” della scuola, collegando anche i due estremi, sotto la strada (viale Bodio). Hanno soffitti a volta piuttosto alti in mattoni vivi ottimamente conservati, anche la pavimentazione è quella originale. Sotto alla scuola esisteva una sorta del suo “doppio”. Funzionava una cucina per la preparazione dei pasti, c’era una sala-docce (ancora visibili), dove i bambini venivano lavati (spesso non avevano l’acqua corrente in casa) prima di iniziare le lezioni. C’erano le classi, dove si poteva continuare a fare lezione anche se si era costretti a scendere perché la sirena annunciava l’avvicinarsi dei bombardieri. Sui muri sono ancora visibili le scritte di allora, che indicavano con chiarezza le direzioni da seguire. Non tutte le case del quartiere disponevano di cantine adatte ad ospitare la gente in caso di pericolo ed i “rifugi” della scuola servivano anche a dar riparo alla popolazione vicina».

La documentazione del lavoro d’indagine svolto dall’Ass.ne SCAM-FNCA è stata pubblicata anche in: Maria Antonietta Breda, Claudia Ninni, Gianluca Padovan, Catalogazione archeologica di una realtà sommersa: i rifugi antiaerei di Milano nelle strutture antiche e moderne, in R, Basilico, M.A. Breda, G. Padovan (a cura di), Atti III Congresso Nazionale di Archeologia del Sottosuolo: Massa 5-7 ottobre 2007. Archeologia del rifugio antiaereo: utilizzo di opere ipogee antiche e moderne per la protezione dei civili, Hypogean Archaeology N. 6, B.A.R. International Series 2218, Oxford 2011, pp. 65-194.

A partire dal 1940 e per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale i locali sotterranei dell’edificio sono stati in parte utilizzati come rifugio antiaereo ad uso pubblico. Il Comune di Milano aveva disposto il rinforzo delle volte di alcuni ambienti con legname e aveva fatto collocare panche e seggiole affinché i ricoverati vi attendessero, con un minimo di comodità, il “cessato allarme aereo”.

Il regista Ermanno Olmi, all’epoca alunno, scrive così nel suo libro Ragazzo della Bovisa a proposito delle esercitazioni in caso d’attacco aereo: «Nel buio della cantina tutta puntellata da travi di sostegno, spiegava a gruppi di classi l’uso della maschera antigas».

E sui bombardamenti ricorda, ad esempio: «Ripresero gli allarmi. Certe notti anche due volte. I più piccini arrivavano al rifugio tutti infagottati e, senza neanche svegliarsi, continuavano il loro sonno sulle panche».

La scheda di un registro comunale d’epoca c’informa che il rifugio aveva, almeno inizialmente, una superficie di 220 metri quadrati, una capacità di 450 persone, era suddiviso in dieci celle, era dotato di due gabinetti “alla turca” e un rubinetto erogante l’acqua potabile. In seguito sono stati aggiunti due gabinetti e almeno un altro lavabo.

Lungo le pareti dei locali e del corridoio ancor’oggi si riconoscono le scritte d’epoca, quasi tutte conservatesi perfettamente.

Secondo alcune testimonianze una sirena d’allarme era stata collocata all’ingresso del cortile, al di sopra dello stemma regio che orna la facciata della palestra.

Sabato 26 marzo 2011 si è inaugurata la riapertura dei sotterranei con la seguente manifestazione: «Riapre il Rifugio N° 87: il rifugio antiaereo della scuola di Viale Bodio a Milano, un contenitore di memoria da far rivivere».

Tra le cose che hanno fatto riflettere i visitatori vi era la riproduzione del puntellamento delle volte di due grandi stanze, mediante tronchi d’albero e assi. Si era così desiderato rendere l’idea di quale impatto visivo ed emotivo suscitasse, al giorno d’oggi, un cosiddetto “rifugio di circostanza”, ovvero la “cantina puntellata” del tempo di guerra.

L’allestimento è stato effettuato dagli speleologi dell’Associazione S.C.A.M., mentre la Scuola Giacomo Leopardi e il Consiglio di Zona 9 (ora Municipio 9) del Comune di Milano hanno sostenuto l’iniziativa.

I locali sotterranei del complesso sono oggi meta di visite guidate per gli alunni, per gli studenti di altre scuole e per coloro i quali desiderano riscoprire un frammento del passato milanese.

Il Rifugio N° 87 è visitabile prenotandosi presso Milanoguida.

https://www.milanoguida.com/visite-guidate/altri-monumenti-milano/rifugio-antiaereo-87/

Info e prenotazioni 02 3598 1535 

Lu-Ve 9.00 – 13.30 e 14.30 – 18.00 Sa-Do 9.00 – 17.00

info@milanoguida.com