Si tratta dell’insieme di sepolture di epoche precedenti all’affermazione del cristianesimo. Col termine necropoli s’indicavano propriamente i sepolcri sotterranei di Alessandria d’Egitto, mentre in archeologia richiama l’aggruppamento di sepolture appartenenti a epoche precedenti l’avvento del cristianesimo e comunque non appartenenti a tale culto, che vengono invece indicati con il termine di cimitero.

Il borgo di San Lorenzo Vecchio (Viterbo) è stato fondato su di un basso rilievo destinato in antico a luogo di sepoltura e si tratta di una necropoli etrusca. Colpito dal terremoto verso la fine del XVII secolo e gravato dalla malaria, nonostante il tentativo di bonificare le circostanti aree paludose San Lorenzo è fatto sgomberare quasi un secolo più tardi, dando luogo alla costruzione di San Lorenzo Nuovo più in alto, sul bordo elevato del cratere che contiene il lago di Bolsena. Ad oggi conserva numerose tombe a camera singola e a doppia camera, molte delle quali con evidenti tracce di riutilizzo. Si tratta di una vera e propria città dei morti riutilizzata dai vivi, con l’aggiunta di colombai per l’allevamento dei piccioni, cisterne, fosse frumentarie, cunicoli e sistemi difensivi sotterranei.

Così si legge nella relazione di Sperandini datata 25 novembre 1773: «Tre porte si contano nel paese; una ch’è la principale e la più frequentata, ed a cui sta annesso il Palazzo Principale, esposta dalla parte di Tramontana, e l’altra dalla parte di Levante e dalla parte di Scirocco la terza». Prosegue parlando delle mura castellane rovinate e delle sue torri cilindriche, nonchè delle opere sotterranee: «Nel giro poi di tali mura, ed in quei siti ove queste son diroccate, si veggono scavati nel mezzo molti Grottoni, che prosieguono ancora fino alla radice di esso e nel forte di lui con varie diramazioni s’internano, comunicando uno scavo con l’altro» (Munari M., San Lorenzo Nuovo. Storia della fondazione 1737-1774, Tip. Clemente Ceccarelli, Grotte di Castro 1975, p. 6).

L’Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano (F.N.C.A.) vi ha svolto alcune indagini nel 2004 e 2005, ma senza occuparsi delle strutture inumative.

Testi di riferimento:

Padovan Gianluca (a cura di), Archeologia del sottosuolo. Lettura e studio delle cavità artificiali, British Archaeological Reports, International Series 1416, Oxford 2005.

Basilico Roberto et alii, Italian Cadastre of Artificial Cavities. Part 1. (Including intyroductory comments and a classification), British Archaeological Reports, International Series 1599, Oxford 2007.