Al n. 38 di Via Pacini vi è un condominio a più piani degli Anni Trenta, dove i piedritti del portone d’ingresso conservano le indicazioni d’epoca: sulla destra, parzialmente cancellata dall’inserimento del citofono in ottone, vi è una freccia bianca e rossa indicante l’esistenza di un rifugio interno, mentre alla sinistra vi è una freccia bianca e al di sotto un tondo nero con al centro la lettera U in bianco, a indicare che l’uscita di sicurezza del rifugio è all’interno.
Nelle cantine dello stabile è perfettamente riconoscibile un rifugio antiaereo, forse costruito in fase con l’edificio stesso. L’accesso principale è in cantina, entrando subito alla destra del corridoio, chiuso da una porta in ferro e cemento della ditta Sisti di Milano, munita di guarnizioni. La particolarità, riscontrata anche in altri rifugi che montavano le medesime porte, è che su ognuna è scritto a matita a chi recapitarla. In questo caso il cognome è di difficile interpretazione, ma sotto vi è anche l’indirizzo: «Pacini 38». L’interno è composto da tre vani abbastanza ampi, ognuno dei quali era chiuso con porte della Sisti, dotati di panche in muratura e piccoli ripostigli, forse utilizzati come buglioli. Le pareti sono state recentemente imbiancate, una stanza ha il pavimento piastrellato e vi è stata installata una lavatrice, ma per il resto tutto è come si poteva presentare all’epoca. Vi sono ancora gli impianti di smaltimento dell’acqua a pavimento. La stanza centrale chiude con una porta, sempre della ditta Sisti, l’uscita di sicurezza: si tratta di una piccola galleria che conduce nel cortile interno della casa, dove si possono notare, lungo la parte bassa dei muri, le prese d’aria circolari del rifugio.