“Percorrendo via Arcangelo Corelli e oltrepassando il fiume Lambro in direzione est si giunge a una piccola rotonda, dove la via piega a sud conducendo al Centro Sportivo Saini, il più grande e completo tra i Centri Sportivi di Milanosport. Accanto alla strada, lato nord, corre la larga fascia di binari della ferrovia moderna, dove alla metà dell’Ottocento vi era la Strada Ferrata Ferdinandea. In prossimità della rotonda si nota una grata che chiude l’accesso a una roggia oggi sotterranea e che nel 1833 è indicata col nome «Fontanile Gandino» e la cui testa era prossima alla Cascina Malapianta.

Superata la rotonda s’imbocca via Rivoltana e dopo 250 metri circa abbiamo a lato nord un fosso, che fino alla metà del Novecento era indicato come Fontanile Orfanotrofio, e una grande arcata in mattoni che dà accesso a un altrettanto ampia galleria lunga all’incirca 260 metri che sottopassa la sede ferroviaria.

All’interno il canale è suddiviso in ben tre alvei a scalare, per la condotta di tre distinte vie d’acqua. Quella inferiore, la più grande, riceve l’acqua anche da una tubatura in cemento, che s’innesta perpendicolarmente al tracciato. Alla data del 1833 l’area a nord di via Corelli, il Redecesio, era solcata verticalmente dalle acque provenienti da numerosi fontanili, uno dei quali aveva la testa a sud di Cascina del Guz, a 300 metri circa dalla viabilità. Il canale sottopassava l’attuale via Rivoltana a est di Cascina Villa Landa e poco più a sud s’immetteva nel Fontanile Villa Landa. Potrebbe trattarsi dell’alveo inferiore e più grande della citata galleria, la quale è stata costruita e successivamente ampliata per consentire alle acque di superare il tracciato ferroviario. L’opera idraulica meriterebbe di essere valorizzata e soprattutto ripulita”.

Il testo è tratto dal libro: Alla scoperta di Milano sotterranea (Newton Compton Editori, Roma 2018).