Un accenno alle miniere e alla metallurgia nell’Antico Testamento
La scienza mineraria è applicata all’individuazione e allo sfruttamento dei giacimenti utili all’attività umana. È stata chiamata anche “arte mineraria” perché richiede sia la conoscenza delle scienze esatte sia una certa attitudine, ovvero una speciale arte, nel risolvere le problematiche che prospetta il lavoro in una miniera.
Ecco un accenno alle miniere e alla metallurgia nell’Antico Testamento (tratto da: La Sacra Bibbia. Antico e Nuovo Testamento, vol. I, Milano 1954, pp. 811-812).

Il Libro di Giobbe, capitolo XXVIII
1. L’argento ha un principio nelle sue vene, e l’oro ha un luogo dove ei si fonde.
2. Dalla terra cavasi il ferro: e la pietra sciolta col fuoco si cangia in rame.
3. Egli fissa alle tenebre la lor durazione, e la fine investiga su tutte le cose, ed anche la pietra ascosa nella caligine e nell’ombra di morte.
4. Un torrente separa dai viaggiatori, e ad esse non si appressa il piede del povero, e sono in luoghi inaccessibili.
5. Una terra, dal cui seno nasceva il pane, è disertata dal fuoco.
6. Havvi un luogo, di cui i sassi sono zaffiri, e le sue zolle sono oro.
7. Uccello non ne conobbe la strada, e l’occhio dell’avvoltoio non giunse a discernerla.
8. Ella non fu battuta dai figliuoli de’ mercanti, nè vi passò la lionessa.
9. Egli stese sua mano contro i vivi massi, e rovesciò le montagne dalle loro radici.
10. Egli scavò rivi di acque tra i sassi, e l’occhio da lui indagò tutto quel che v’è di prezioso.
11. Egli visitò le prime parti de’ fiumi, e ne trasse fuori ciò che vi era nascosto.