OPERE FINALIZZATE ALLA PRESA E AL TRASPORTO DELLE ACQUE, ALLA LORO CONSERVA, NONCHE' ALLO SMALTIMENTO DI QUELLE REFLUE.

L’acqua è indispensabile alla vita. Concetto ovvio, che occorre considerare nello studio e nella comprensione degli insediamenti e più in generale della vita dell’uomo, in ogni sua manifestazione. Le modalità di utilizzo dell’acqua, sia essa in forma di vapore acqueo, di liquido o di solido come il ghiaccio, sono molteplici e si può affermare che siano determinate da:

- situazioni prospettate dalla natura del luogo;

- tipo d’insediamento da servire;

- conoscenze applicate (in funzione o in subordine delle varianti);

- disponibilità economica per la realizzazione;

- successive evoluzioni, adattamenti o involuzioni, dell’applicato.

A parità di disponibilità economica e di tecnologia applicata per approvvigionarsi d’acqua si sono ottenute opere differenti e differenziate, anche sotterranee. Pur considerando le varianti che gli esemplari offrono, e senza rimanere legati ad esempi e concetti che non devono divenire formule, si sono suddivise le opere idrauliche in quattro sottogruppi:

- presa e trasporto delle acque;

- perforazioni ad asse verticale di presa;

- conserva;

- smaltimento.

La ricerca archeologica ha evidenziato l’importanza dell’acqua sia per la nascita e lo sviluppo degli insediamenti, sia per il ruolo, svolto a differenti livelli, dei bacini lacustri, delle sorgenti e dei corsi d’acqua. Per quanto riguarda la funzione dell’acqua nei luoghi sacri rinvenuti in Basilicata: «In un’area limitrofa alla chora metapontina sorge il primo luogo sacro indigeno, con forme di culto di tipo greco. Si tratta del santuario di Garaguso, sviluppatosi lungo un vecchio tratturo che collega il Basento alla Salandrella e in prossimità di una sorgente. Una canalizzazione e una cisterna documentano, anche in questo caso, l’utilizzo dell’acqua durante i riti sacri» (Russo 1999, p. 105).