Solstizio d’Inverno al Tempio della Notte

Il giorno 20 dicembre 2009 Legambiente Lombardia e l’Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano – Circolo di Legambiente hanno riaperto al pubblico il Tempio della Notte in occasione del Solstizio d’Inverno. Sono state effettuate gratuitamente le visite guidate con spiegazione delle strutture architettoniche da parte di speleologi sia dell’Associazione S.C.A.M. sia della Federazione Nazionale Cavità Artificiali. Guglielmo Esposito (speleologo e presidente delle Società Stereoscopica Italiana) avrebbe dovuto essere presente per effettuare uno sei suoi inimitabili servizi fotografici in 3D, ma la neve e il guasto di due locomotori lo hanno bloccato nelle terre venete; lo attendiamo alla prossima riapertura.

Hanno pubblicizzato l’evento Radio Popolare nella trasmissione radiofonica Babel (riascoltabile su Internet), Il Giornale con gli articoli I misteri del Tempio della Notte di Valentina Terruzzi e Quelle logge iniziatiche che videro Milano capitale di “fratellanza” di Roberto Borghi, nonché l’immancabile NUg, ovvero Napoli Underground (www.napoliunderground.org), il libero e più seguito sito italiano di Speleologia e di Archeologia del Sottosuolo.

Il Tempio della Notte è rimasto aperto dalle 10.00 alle 13.00, con un’affluenza di 120-130 persone d’ogni età, nonostante alle ore 10.30 vi fossero ben 6° sotto zero. Verso mezzogiorno un pallido ma simpatico sole ha dardeggiato sulla collinetta e nell’oculo centrale della struttura neoclassica ipogea. L’accesso è stato poi nuovamente murato, in attesa di un nuovo evento o dell’auspicabile restauro e definitiva apertura al pubblico.

Le mie personali considerazioni sono che questo genere di manifestazioni a carattere culturale interessano, perché molte persone sono stufe delle iniziative inconsistenti e dei programmi-spazzatura che i “media” propinano a getto continuo. La gente è altresì stufa di vedere che i propri soldi sono spesi nel restauro di monumenti appena restaurati, nonché nella progettazione di improponibili e costosissimi ascensori da installare presso strutture monumentali antiche, deturpandole. Qui si tratta solo d’ingrassare i reucci delle imprese edili, di far girare i soldi e di gabbare il popolo.

Il mio invito, soprattutto alla Speleologia Nazionale, è di darsi una svegliata e prendere in mano le situazioni locali di degrado e intervenire. Darsi da fare si può, tutelare il nostro patrimonio artistico, storico e monumentale è possibile. Se aspettiamo che intervengano le cosiddette “istituzioni” non facciamo che delegare sempre e comunque l’impegno che ogni cittadino si deve assumere in prima persona: quello di difendere lo spazio dove vive e lavora, dove studia e cresce i propri figli. Si deve difendere e tutelare l’ambiente dal punto di vista naturale e storico: basta cementificare, basta lasciare che il nostro retroterra culturale venga rimosso per farci perdere la nostra identità. Un popolo senza storia, senza la coscienza di chi è e di chi è stato, è peggio di un branco di pecore.

Gianluca Padovan (Associazione S.C.A.M. – Circolo di Legambiente)