Mostra e presentazione del libro: Il Trou de Touilles in Val di Susa

5-6 dicembre 2009 – Exilles (TO)

Il 5 e 6 dicembre 2009 a Exilles, in Val di Susa (Torino), si è tenuta la presentazione del libro “Il Trou de Touilles in Val di Susa, Piemonte, Italia. Indagini Archeologiche in un Acquedotto Alpino del XVI sec.”, di Roberto Basilico e Sara Bianchi. Il libro è stato pubblicato nella collana Hypogean Archaeology, della Federazione Nazionale Cavità Artificiali (F.N.C.A.) dai British Archaeological Reports di Oxford (UK).

Il libro, 330 pagine, formato A4, corpo 11, bianco/nero, è acquistabile direttamente dagli editori inglesi, attraverso i siti Internet: www.barhedges.com, oppure www.hadrianbooks.co.uk.

Censire e studiare le cavità artificiali vuol dire documentare le architetture sotterranee. In questo specifico esempio si è visto come esista un filo conduttore, una filosofia dell’acqua, che lega le zone alpine di varie parti del mondo: dalle aree desertiche himalayane, alla cordigliera andina fino alle nostre Alpi. Nel libro si prospettano alcune osservazioni tratte direttamente sul campo dagli Autori, sia in Perù, sia nel Ladakh (India). Il Trou de Touilles si configura come un’opera alpina unica nel suo genere, sia per la continuità funzionale nel corso del tempo, sia per il modo in cui si colloca e si integra con discrezione nel paesaggio. L’esistenza di numerosi documenti d’epoca, la qualità culturale del territorio segusino, nonché l’opera ipogea stessa, fanno chiaramente intendere che il Trou de Touilles e il contesto territoriale debbano essere tutelati dall’UNESCO e annoverati nel patrimonio mondiale da salvaguardare.

Il giorno 5, presso la sala consiliare di Exilles, il sindaco di Exilles e il sindaco di Chiomonte si sono incontrati per la presentazione del libro e ricordare l’opera del minatore chiomontino Colombano Romean. In sei anni il minatore ha realizzato il traforo della cresta Quattro Denti, portando l’acqua nell’arido versante segusino con un traforo di oltre quattrocento metri di sviluppo. Dopo cinque secoli l’opera funziona ancora perfettamente, ma necessita di continue manutenzioni, data l’orografia attraversata, fatta di pareti a picco, ghiaioni e nevai.

A seguito delle presentazione si è inaugurata anche la mostra, con le foto interne dell’opera ipogea, il rilievo planimetrico (stampato su supporto plastico e lungo ben 5,40 metri!), una piccola mostra sulla “Milano Sotterranea” e una collezione di lampade e strumenti da miniera. Il filmato, realizzato da Davide Padovan, ha dato modo a tutti di vedere come si sviluppa il lungo tratto sotterraneo, quasi sempre percorso da acque gelide e impetuose. La Regione Piemonte, il Comune di Exilles e l’Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano hanno dato i loro patrocini.

Domenica sera si è chiusa la manifestazione, lasciando nel cuore dei valligiani il desiderio di saperne di più riguardo il loro passato, fatto di fatica e duro lavoro, ma pure di risultati culturali e materiali tangibili. Il territorio segusino è stato vissuto intensamente fin dagli albori della Storia e anche questo piccolo contributo speleologico è servito a ricordare chi siamo. Noi dobbiamo fermamente impegnarci a mantenere le nostre radici culturali, fatte di lavoro e d’ingegno, fatte di storia e di spirito indomito che, soprattutto in questa valle, ha reso gli abitanti indipendenti fin dal medioevo. Questo vuole essere un invito rivolto a tutti per andare a leggere la storia dei cinque “escartons”, ovvero i distretti regionali che nel Trecento ottennero il diritto di autogestione.

Così scrive Cavargna Bontosi nel suo recente saggio “Valle di Susa. Storia, arte e territorio”: «Il riscatto dei diritti non era di per sé un fatto che comportasse particolari implicazioni giuridiche, ma è eccezionale sia l’ampiezza delle cessioni che l’alto numero delle comunità coinvolte (…). Questo acquisto tolse ogni ruolo alla nobiltà nelle amministrazioni locali e rese necessaria la convocazione di assemblee periodiche, che posero le basi di una partecipazione collettiva sostanzialmente democratica».