Il tempo che non si concreziona: l’azione!

Stamane eravamo in Darsena, pronti sul campo per ricordare come l’area a cielo aperto, con i resti del molo d’epoca spagnola, seguita da quella sotterranea del cavo dell’Olona, siano in avanzatissimo e putrescente stato di degrado. Damiano Di Simine, Presidente di Legambiente Lombardia, con i collaboratori Lorenzo Baio e Franco Beccari, hanno spiegato a Telelombardia e Telereporter la situazione. Io mi sono limitato a una “vasca” fino sotto l’Olona, nel succulento brodo acqua-mota-spazzatura-liquami, portando fuori un simbolico sacco dell’immondizia pieno. Per ripulire il tutto occorrerebbero le ruspe. Le foto a corredo di queste poche parole gridano da sole: il carrello del supermercato compie oggi i suoi due anni di permanenza in loco; le siringhe e la sporcizia sono invece recenti, come il fuoco da bivacco ancora fumante.

Se nel corso oggi sotterraneo dell’Olona il degrado è tale che sono spariti persino i ratti (trasferitisi nell’area del mercato comunale), in Darsena, nell’acquaccia, gironzolava una nutria. Per nulla spaventata, ci ha osservato a lungo con il suo simpatico musetto baffuto. Ma se si gira, ha la coda come quella di un tarpone (ratto, in livornese) sovradimensionato.

Si ricorda che l’Archeologia del Sottosuolo nella tipologia 2a comprende Presa e trasporto delle acque: acquedotto, canale artificiale sotterraneo, canale artificiale voltato, condotto di drenaggio, corso d’acqua naturale voltato, emissario sotterraneo, galleria filtrante, pozzo di collegamento. I navigli e i corsi d’acqua milanesi, oggi voltati, sono pertanto chiaro e pertinente oggetto d’indagine.

di Gianluca Padovan - Associazione S.C.A.M. (Speleologia Cavità Artificiali Milano – Circolo di Legambiente)

Comunicato stampa: a Milano apre il circolo di Legambiente Speleologia

La prima iniziativa dei nuovi volontari con il caschetto: ripulire il sottosuolo della Darsena

La Darsena di Milano è piena di rifiuti anche sotto terra. Questa la scoperta fatta da Legambiente che questa mattina in collaborazione con il nuovo circolo ambientalista specializzato in speleologia del sottosuolo si è letteramente calata nelle profondità del vecchio canale dove un tempo confluiva il fiume Olona. Attrezzati di tutto punto ma sopratutto dotati di sacchi per l'immondizia gli ambientalisti hanno ripulito  un tratto del canale a ridosso dei resti delle antiche mura spagnole. Un gesto simbolico per proseguire la denuncia dello stato di abbandono e degrado in  cui versa tristemente la Darsena. Non solo le siringhe e la sporcizia che compongono il paesaggio in superficie ma anche tanta immondizia nel sottosulo. All'iniziativa erano presenti oltre al presidente di Legambiente Milano, Franco Beccari, anche Gabriella Valassina, presidente del comitato Navigli e Gianluca Padovan, presidente del circolo speleologi di Legambiente.

“Con questa iniziativa vogliamo lanciare un grido di dolore per lo stato di crescente degrado in cui versa questo pezzo di città: la situazione è drammatica e pericolosa anche sotto il profilo sanitario – descrive Gianluca Padovan, speleologo e presidente del primo circolo Legambiente specializzato in sottosuolo - quello che un tempo era il corso dell'Olona, che nel XIX sec. confluiva nella Darsena, è diventato una immensa discarica sotterranea, con quantitativi impressionanti di rifiuti sprofondati nella fanghiglia. Milano, vista da sottoterra, è anche peggio di come ci si possa immaginare: tubi che perdono acqua potabile, scarichi sospetti, esalazioni moleste: urge un intervento di bonifica di questo tratto di sottosuolo milanese!”


Il tempo che non si concreziona

 

Riordinando la gran massa di carta che gli ha segnato il tempo, a mio fratello è saltata fuori una vecchia rivista. È tutta in bianco e nero, di grande formato, di alte aspirazioni, di breve durata in quanto d’autore. Se fosse stata un giornalaccio, visti i tempi che corrono, sarebbe andata a ruba.

La carta è bella e spessa, le foto sono notevoli, vecchio stile e accattivanti. Gli scritti sono chiari, incisivi, vivaci. Si chiama Città; il n° 4 è uscito nel 1998 e parla anche del sottosuolo di Milano.

L’articolo «Nel ventre di Milano. In profondità nella storia» porta la firma di Marco Pastonesi, giornalista intelligente, schietto, serio e capace, nonché ex rugbista. Io, del rugby, ricordo quasi esclusivamente le legnate che ho incassato e il fango di quel rettangolo destinato al nobile gioco che pareva più uno squero con l’acqua alta che un campo di rugby. Quindi guardo Marco con rispetto. Lui, invece, mi guarda strano perché sono speleologo e vado pure sotto le città. L’autore dello scatto che accompagna il tutto è un giovane fotografo, un poeta dell’obiettivo, di nome Michele Cazzani. Ha talento. Chissà dove lo ha trascinato il samsara, l’impetuoso fiume della vita. Dopo gli scatti underground trascorse cinque settimane in Kurdistan per effettuare un servizio fotografico che denunciasse l’uso delle mine antiuomo, nonché su campi profughi e su tristezze che nemmeno c’immagineremmo. Una sera venne a trovare me e mio fratello, parlò ininterrottamente per tre ore dell’esperienza vissuta, come un torrente in piena. Michele, poi, non lo vedemmo più. Forse dopo, oppure mai, mi verrà voglia di riferire cosa raccontò di mine, fame e morti, perché il tutto è rimasto impresso nelle pupille della mente come quasi avessi vissuto anche io la sua esperienza.

L’articolo accenna alle nostre follie suburbane e pure a lui, al corso sotterraneo dell’Olona. Il fiume Olona è relegato nel buio dall’espansione psicotica della metropoli. Torna periodicamente nelle nostre esplorazioni, nei nostri studi, quasi fosse un fantasma che non trova pace. Un disincarnato che vaga, incapace di comprendere o di accettare d’essere morto.

Vado là sotto e mi ritrovo come venticinque anni fa. Vorrei vederlo ripulire? Vorrei vederlo pulito? Vorrei vederlo percorso da torme di turisti? Voglio vederlo e basta e questa è l’affermazione per me più importante: ed è quanto basta. Non ho scopo, in realtà. In assenza di scopo mi percorro in avanti e a ritroso, ogni volta portando con me qualcuno di “nuovo”.

Nell’andare sotto aleggia una sorta di magìa che spinge a sognare ancora più in là del dovuto, del concesso, dell’ammesso. Il tempo scorre con il pensiero vivace e non si concreziona. Ieri siamo tornati nel percorso sotterraneo del fiume Olona, con sponde di mattoni e di cemento, con volte che un tempo erano ponti e piattabande in calcestruzzo che si sfarinano e mettono a nudo l’armatura in tondini metallici. Con noi è venuta Beatrice, che ha scattato una valanga di foto.

Lunedì 16 novembre 2009 torneremo sotto con Legambiente Lombardia, in Darsena e nell’Olona, perché lo sporco non va nascosto, la città va tenuta pulita. Non vi sono partiti politici che tengano, occorre partire dalla base: l’educazione. Occorre partire dal cittadino, quello ciambellone, ottenebrato dai media, o con il cervello spianato dalle canne; quello che tiene la macchinona lustra come uno specchio, ma le mutande se le cambia solo una volta alla settimana. Occorre rieducare quello che frequenta i locali prospicienti Darsena e Navigli e butta in acqua bottiglie, bicchieri, lattine, confezioni di dolciumi e brandelli di pizze d’asporto. Occorre rieducare gli esercenti, i negozianti, i ristoratori che tacitamente fanno finta di nulla.

E un altro giro di ruota è dato. Apro ancora la vecchia rivista e mi rileggo. E ve la allego…

Gianluca Padovan - Associazione S.C.A.M. (Speleologia Cavità Artificiali Milano – Circolo di Legambiente) e F.N.C.A. (Federazione Nazionale Cavità Artificiali)