Dopo i recenti colpi di ruspa al Castello di Milano della scorsa settimana, lasciati andare sullo sterrato e sulla cotica erbosa tra la Porta del Soccorso e la Torre della Colubrina, ci si è chiesti nuovamente se il Castello possa essere “museo di sé stesso” anche nelle sue parti sotterranee.

http://www.archeologiadelsottosuolo.com/2019/11/07/castello-di-milano-ancora-colpi-di-ruspa/#more-162

A corredo di questo pensiero si presenta una immagine scattata una quindicina d’anni fa nei sotterranei del Torrione Sforzesco Est.

Purtroppo la posa di una teoria di tubature arancioni destinate allo smaltimento delle acque è andata a cancellare l’accesso al vero piano sotterraneo della torre. E con i tubi si è persa la possibilità di procedere nelle esplorazioni indirizzate alla comprensione dell’imponente architettura fin nelle sue parti più recondite, ovvero in quelle realmente quattrocentesche, dal momento che il Torrione Est è stato cimato per motivi militari e poi ricostruito per ospitare un serbatoio dell’Acquedotto Civico.

Si è persa anche la possibilità di aprire al pubblico una parte celata e sconosciuta della più grande e imponente opera medievale di Milano.

Sorge spontanea la domanda: ma la tutela del monumento da parte delle autorità competenti è estesa solo ed esclusivamente alle parti in bella vista?

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Forse no, visto che cos’era stato installato qualche anno fa nel così detto “fossato morto” (tra Rocchetta-Corte Ducale e Piazza d’Armi).

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Per completare il quadro si può utilmente prendere visione anche di quest’altro articolo:

http://www.archeologiadelsottosuolo.com/2019/11/09/al-castello-di-milano-qualcuno-ha-perso-la-testa/