Dinosauri di cemento armato stanno sepolti sotto edifici e giardini, giacciono in quest’oggi apparentemente indifferente agli echi del passato.
Eppure chi varca le porte blindate e si addentra nel buio panneggiato dalle ragnatele rilucenti nello sciabolare freddo delle torce a led si sente traslato nel tempo.
Percorre le stanze abbandonate rimanendo affascinato e turbato. È trasportato nei lacerti dei racconti di genitori e nonni, coglie il brivido gelido della guerra, dei bombardamenti aerei.
Eppure queste strutture mute sanno muovere il desiderio di far sì che nulla vada perduto, nulla sia dimenticato non foss’altro perché il ricordo eviti a chiunque di ricadere nei percorsi di guerra.
E poi, perché negarlo, gli ambienti del passato sempre trasudano un fascino del tutto particolare.
Soprattutto se sono sotterranei.