Tipo di tomba presente in Sardegna, la domus de janas (casa delle fate), si sviluppa a partire dal Neolitico Medio (circa V millennio a.) fino almeno alla Prima Età del Bronzo ed era scavato in ogni tipo di roccia. Con esteso sviluppo planimetrico nel calcare e nell’arenaria, le domus de janas sono ampie anche nel tufo trachitico, ma con dimensioni più contenute nel granito e nel basalto.

La struttura delle domus de janas non è ripetitiva, seppure abbiano alcune caratteristiche in comune tra loro come, ad esempio, le piante articolate e i soffitti piani, con accessi di due tipi, a pozzo oppure a dromos. Le false porte raffigurano l’accesso all’aldilà e si ritrovano anche presso altre culture.

Isolate o più usualmente raggruppate, le tombe sono costituite da una o più celle comunicanti, dove le salme erano disposte in posizione rannicchiata e attorniate dal corredo funebre. Se ne conservano poco più di un migliaio.

Tra le necropoli di domus de janas più note abbiamo quella di Anghelu Ruju, situata nel territorio di Alghero, con le tombe scavate nell’arenaria calcarea.

Testi di riferimento:

Padovan Gianluca (a cura di), Archeologia del sottosuolo. Lettura e studio delle cavità artificiali, British Archaeological Reports, International Series 1416, Oxford 2005.

Basilico Roberto et alii, Italian Cadastre of Artificial Cavities. Part 1. (Including intyroductory comments and a classification), British Archaeological Reports, International Series 1599, Oxford 2007.