Situazione fognaria al Castello di Milano
I lavori del 1959-1960
Nel 1960 si sono conclusi i lavori per un nuovo impianto fognario al Castello di Milano. Le acque nere della Rocchetta sono state fatte scaricare nel cunicolo antico sottostante il “Fossato Morto” (fig. A), l’opera che divide la Piazza d’Armi interna da Rocchetta e Corte Ducale.

 

FIG. A

Da questo cunicolo si è creato un raccordo in cemento armato andando a ricalcare, eliminandola, la prosecuzione del cunicolo all’esterno del muro di cortina.
Tale condotto di cemento armato, dotato di gorello, percorre per tre quarti lo spazio del fossato che cinge il lato nord-ovest del Castello (fig. B); l’ultimo quarto è costituito da una galleria medievale in cui è stato ricavato un gorello. Tale opera è stata chiamata “Galleria dei Cavalieri”, è alta circa 3,5 metri, corre a circa 114 m s.l.m. di quota e originariamente era uno dei “passaggi segreti” del Castello (fig. C).
Al di sotto della controscarpa del fossato la “Galleria dei Cavalieri” è interrotta dalla “vasca di sollevamento”, opera che raccoglie le acque reflue convogliate dai predetti tronconi di cunicoli-gallerie.
Nella vasca pescano le “pompe di sollevamento”, che innalzano le acque reflue e le convogliano a un livello superiore, all’interno di una grande casamatta quattrocentesca (fig. D). In questa casamatta giungono anche le acque di scarico del “laghetto di Parco Sempione”, le quali ricevono lungo il tragitto tra laghetto e casamatta anche le acque in teoria “bianche” di Roggia Castello; in realtà queste sono inquinate da acque nere provenienti da uno scarico abusivo.
Tutte queste acque sono incanalate in una tubatura che scarica nel vicino impianto fognario.

Ogni informazione e planimetria sono state pubblicate nel volume: CASTRUM PORTAE JOVIS MEDIOLANI.

FIG. B

FIG. C

FIG. D

Lavori del XXI secolo
Poco meno di una decina di anni fa al di sotto del livello della Piazza d’Armi interna del Castello è stato realizzato un nuovo impianto di “riscaldamento”, le cui acque bianche scaricano nel cunicolo sottostante il “Fossato Morto” (fig. E).
Durante i lavori un certo quantitativo di macerie è stato scaricato nel Cunicolo, conseguentemente trascinate dall’acqua a intasare il gorello fognario.
Il potente getto d’acqua potrebbe creare cedimenti strutturali alle spallette del cunicolo sottostante il “Fossato Morto”.

FIG. E

“Miscelamento delle acque”
Oggi non si possono miscelare le acque nere con quelle bianche e poi avviarle al depuratore. Il discorso è lungo e chi è interessato può utilmente documentarsi.
Comunque, si è dovuto risolvere tale fattore negativo progettando di intubare le acque bianche dell’impianto di “riscaldamento”, fare corre il tubo nel cunicolo e poi nella “Galleria dei Cavalieri”. Detto tubo dovrà poi sollevarsi verticalmente (e l’acqua essere spinta da un motore), uscire a giorno all’interno di una trincea, passare al di sopra della Ghirlanda del Castello, ridiscendere verso Parco Sempione e imboccarsi in tubature che in questi ultimi mesi hanno già predisposto facendole passare attraverso i lacerti esistenti sotto l’asfalto delle bastionature cinquecentesche e seicentesche (fig. F).
In pratica si passa da circa 114 m s.l.m. di quota, si sale fino a 114 m s.l.m. di quota e si ridiscende fino a circa 116-117 m s.l.m. di quota.

FIG. F. – Bernardo Bellotto – Castello Sforzesco

La Ghirlanda del Castello di Milano
Il Castello di Milano, costruito a cavallo delle mura urbane, era protetto verso “la campagna” da una galleria di controscarpa lunga quasi cinquecento metri e con dodici gallerie che si protendevano all’esterno per connettersi a numerose opere sotterranee dallo spiccato carattere difensivo. Tali opere sotterranee facevano parte di una poderosa cinta muraria a forma di “C” dotata di torrioni e porte, forse progettata da Brunelleschi ai primissimi del Quattrocento.
Leonardo da Vinci ha studiato l’impianto denominando la galleria di controscarpa “strada segreta di dentro” e la cinta “Ghirlanda” (fig. G). Di quest’opera unica al Mondo (per via dell’epoca di costruzione, lo sviluppo e per essere stata documentata solo da Leonardo da Vinci) oggi rimangono, dopo l’atterramento operato a fine XIX secolo, un lacerto di cortina, i ruderi di due torrioni e la “Porta del Soccorso”.
Al di sotto del parterre abbiamo principalmente percorribili:
– Galleria di Controscarpa;
– otto gallerie di servizio,
– il piano terreno della Ghirlanda con le sue casematte (fig. H),
– due piani sotterranei interni alla scarpa,
– due opere idrauliche “segrete”.
Si ribadisce che gli unici disegni e progetti per migliorie relativi al Castello di Milano e alla Ghirlanda in epoca medievale e rinascimentale sono solo di Leonardo da Vinci.

FIG. G

FIG. H

Ottobre 2019: ruspa sulla Ghirlanda
Ad ottobre 2019 è stata impiegata una ruspa al di sopra della Ghirlanda del Castello di Porta Giovia (figg. I, L) (e mai un mezzo pesante avrebbe dovuto stazionare sull’architettura documentata in antico da Leonardo da Vinci e per rimuovere non più di 30 centimetri di terra);
L’uso di tale ruspa ha segnato le murature della Ghirlanda, scoperchiato un condotto di aerazione dell’opera e causato la fessurazione del cervello di volta del sottostante ambiente.
Ai primi di febbraio 2020 il cantiere non recava ancora alcuna indicazione al pubblico in merito ai lavori da svolgersi e spesso è stato trovato aperto.

FIG. I

FIG. L

L’ignorata Ghirlanda
Non si può certo dire che non si sapesse che cosa vi fosse là sotto. Difatti non occorre essere degli ingegneri militari o degli studiosi per capire che tra i ruderi di una porta e i ruderi di una torre possano esservi nel sottosuolo i resti della cortina.
Ma, nel caso specifico della Ghirlanda, anche ignorando il buon senso si poteva chiedere informazioni presso il Castello: nei sotterranei scoperchiati si svolgono da diversi anni le visite guidate. E già dal pozzetto di aerazione si poteva vedere perfettamente l’impianto elettrico bianco e la lampada che serve a illuminare la galleria.

Gennaio 2020: sfondamento della Ghirlanda
A gennaio del 2020 il condotto d’aerazione è stato letteralmente sfondato per consentire a persone del cantiere di scendere nella Ghirlanda, prenderne visione e pensare di proporre un rilievo totale degli ambienti con il laser-scanner. Perché costoro non si sono recati al corpo di guardia del Castello e hanno chiesto le chiavi per accedere nei sotterranei?
Alle obiezioni sollevate è stato risposto che la copertura della galleria presentava cedimenti in corrispondenza del pozzetto d’aerazione, pertanto si è “disgaggiata” la copertura: dato assolutamente falso.
Veniamo alle immagini esplicative.
Fig. 1 mostra i segni della benna sull’architettura quattrocentesca.
Fig. 2 è la frattura del cervello di volta della sottostante galleria.
Fig. 3 è il pozzetto d’aerazione scoperchiato, con la fig. 4 presa da differente angolazione. Attorno al pozzetto d’aerazione la volta era “sanissima”. Ora non più.
Figg. 5 e 6 mostrano, per l’appunto, lo sfondamento.
Concludendo, fig. 7 palesa le macerie scaraventate nell’opera quattrocentesca, nonché l’impianto d’illuminazione per le visite guidate.
Fig. 8 mostra le tracce lasciate in questi giorni da mezzi pesanti che sono andati avanti e indietro dall’area e più volte.

FIG. 1

FIG. 2

FIG. 3

FIG. 4

FIG. 5

FIG. 6

FIG. 7

FIG. 8

Febbraio 2020: i lavori proseguono
I lavori sulla Ghirlanda e attorno ad essa proseguono sotto l’indifferenza di chiunque. Nessuno, è stato dichiarato, è responsabile del danno. La letargìa impera?

Possibile che la generale e generalizzata insipienza causi danni permanenti a un bene archeologico, architettonico, monumentale che è di tutti?

Gianluca Padovan
(Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano – Federazione Nazionale Cavità Artificiali)