Dal latino columbarium (colombaia, sepolcreto), con il termine viene indicato un tipo di sepoltura per i cremati, caratterizzato da pareti in cui sono ricavate delle nicchie in più file sovrapposte, dando l’aspetto di una colombaia. Le nicchie sono semicircolari o quadrangolari e vi venivano murate le urne cinerarie; se ne attesta l’uso dal I sec. a. al II sec. d. Nei cimiteri moderni il colombario è il complesso di loculi in muratura, disposti su vari piani, destinato a sepolture private sia temporanee sia permanenti.

Giovan Battista Piranesi (1720-1778) ci ha lasciato la testimonianza di alcune strutture assimilabili ai colombari, che definisce «camere sepolcrali». In particolare, una delle sue incisioni riporta tale dicitura al di sotto della riproduzione di una camera un tempo sotterranea, ma oramai scoperchiata, con varie nicchie semilunate ricavate lungo le pareti.

Si ringrazia Luciano Boschi per aver fornito l’immagine a corredo del presente box, tratta da una incisione di G.B. Piranesi.

Testi di riferimento:

Padovan Gianluca (a cura di), Archeologia del sottosuolo. Lettura e studio delle cavità artificiali, British Archaeological Reports, International Series 1416, Oxford 2005.

Basilico Roberto et alii, Italian Cadastre of Artificial Cavities. Part 1. (Including intyroductory comments and a classification), British Archaeological Reports, International Series 1599, Oxford 2007.

 

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