L’Oro di Milano

A seguito della mostra installata nella Piazza d’Armi del Castello di Porta Giovia a Milano (5 ottobre 2015 – 14 febbraio 2016) è nato il libro che ne riprende il titolo e i contenuti: L’Oro di Milano. Usi agricoli della acque milanesi. Il lavoro, a cura di Maria Antonietta Breda, Maurizio Brown e Pietro Redondi, raccoglie immagini e documenti, sia d’epoca sia odierni, sull’uso delle acque a Milano. Si parla di fontanili e rogge, del sistema idraulico realizzato nel tempo per azionare i mulini e adacquare i coltivi, per i momenti di lavoro delle lavandaie e ludici per chi andava a fare il bagno, come ben esprime la foto scattata nel 1947 e intitolata Giovani donne su biciclette all’Idroscalo di Milano. Fare tesoro delle acque luride è un traguardo importante per la città e il suo igienico sviluppo. L’argomento è illustrato da numerose foto d’epoca che ripercorrono la costruzione e la manutenzione del grande sistema fognario sotterraneo avente 1.540 chilometri di sviluppo. Una parte assai interessante e d’attualità è La riscoperta dell’uso agricolo delle acque usate. In apertura di capitolo si può leggere: «Milano si è dotata dal 2004 di un sistema completo di trattamento delle acque di fognatura che ha la particolarità di consentire il riutilizzo in agricoltura di circa il 90% delle acque di rifiuto della città, depurate e rese idonee a tale scopo» (pag. 61). Per chi fosse interessato alla pubblicazione può contattare l’Editore: Anthelios Edizioni Email: info@anthelios.it Sito Internet: anthelios.it Buona lettura.  ...

UNA STORIA CIVILE

Dal Naviglio interno all’idrovia Milano-Mare Mostra a cura di Maurizio Brown e Pietro Redondi con Antonello Boatti, Maria Antonietta Breda, Costanza Ceccarelli, Marco Prusicki, Davide Rodi, Renato Rovere Domani giovedì 23 gennaio 2020 ore 17,30, presso Università di Milano-Bicocca, Edificio U6 piano -1, aula Martini, è prevista l’ultima conferenza di approfondimento sui temi della mostra. Nello specifico il dott. Alessio Picarelli (Agenzia interregionale del fiume Po) terrà un intervento dal titolo: Il canale navigabile Milano-Po: una storia infinita. “La costruzione dell’idrovia Milano-Cremona-Po si è interrotta alla fine degli anni ’70 prima dell’Adda, nelle campagne di Pizzighettone, con un bacino chiuso abbandonato ai pescatori. Abbandonato per sempre? Il Consorzio è stato soppresso nel 2000 e oggi è l’Agenzia interregionale per il Po, con il sostegno dell’Unione Europea, a candidarsi a terminare questa grande incompiuta”. La mostra è prorogata fino all’8 febbraio 2020. Ingresso libero presso l’Università di Milano-Bicocca, Edificio U6 piano -1, piazza dell’Ateneo nuovo n. 1 (ingresso anche da Via Pietro e Alberto Pirelli n. 22). Orario: lunedì-venerdì 8-21 | sabato 8-13 | chiuso la domenica. Per raggiungere la mostra: M1 Precotto – tram 7| M5 Ponale – bus 87 | FS Greco Pirelli. La mostra è visibile online sul sito: http://milanocittadellescienze.it/it/mostre/una-storia-civile/ News                                       ...

UNA STORIA CIVILE: dal Naviglio interno all’idrovia Milano-Mare

UNA STORIA CIVILE: Dal Naviglio interno all’idrovia Milano-Mare Mostra a cura di Maurizio Brown, Pietro Redondi con Antonello Boatti, Maria Antonietta Breda, Costanza Ceccarelli, Marco Prusicki, Davide Rodi, Renato Rovere. La mostra ricostruisce la vicenda di due canali navigabili milanesi: il Naviglio interno e l’idrovia Milano-Mare. Il primo è stato relegato nel sottosuolo, il secondo è rimasto incompiuto, ma oggi sono entrambi oggetto di studi e dibattiti per un loro rilancio. Attraverso immagini d’archivio, anche inedite, il visitatore esplora la storia delle due opere idrauliche, concepite di “pubblica utilità”, fino alle più attuali proposte per farle rivivere. Quattro sezioni compongono il percorso espositivo: 1. Un canale fonte di ricchezza e di discordia, 1862-1928 2. Un sogno lungo oltre un secolo, 1902-2019 3. La copertura del Naviglio: una scelta univoca, 1929-1969 4. Inventare un nuovo Naviglio, 2011-2019 La mostra inaugurata il 27 novembre 2019 sarà in corso fino al 1 febbraio 2020. Ingresso libero presso l’Università di Milano-Bicocca, Edificio U6 piano -1, piazza dell’Ateneo nuovo n.1 Orario: lunedì-venerdì 8-21 | sabato 8-13 | chiuso la domenica. La mostra è visibile online sul sito: http://milanocittadellescienze.it/it/mostre/una-storia-civile/ Sono previste conferenze si approfondimento nelle seguenti date: martedì 14 gennaio 2020 ore 17,30: I nuovi navigli milanesi, Antonello Boatti e Marco Prusicki (Politecnico di Milano) Università di Milano-Bicocca, Edificio U6, piano terreno, aula 06. giovedì 23 gennaio 2020 ore 17,30: Il canale navigabile Milano-Po: una storia infinita, Alessio Picarelli (Agenzia interregionale del fiume Po) Università di Milano-Bicocca, Edificio U6, piano -1, aula Martini....

Il sotterraneo Canale della Bendata

Desio Underground… Le operazioni di Archeologia del Sottosuolo ad oggi condotte a Desio presso il Parco di Villa Cusani – Tittoni – Traversi hanno portato all’individuazione di due canali sotterranei: il “Canale sotterraneo della Bendata” e il “Canale sotterraneo del Roberto”. Il “Canale sotterraneo della Bendata” prende il nome da una delle tante statue che coronano la sommità della storica Villa, certamente sorta su di una precedente struttura individuata a seguito delle indagini condotte nei sotterranei dall’Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano della F.N.C.A. Struttura in mattoni, fondo compreso, il “Canale sotterraneo della Bendata” aveva il pozzetto d’accesso riempito con terra, pietrame e altro materiale di risulta, probabilmente attorno agli anni Settanta. “Preziosi reperti” datanti ce lo confermerebbero: il cappuccio di una penna a sfera, una bottiglia di plastica della candeggina, resti di “pianelle”, etc.             ...

Roggia Morlana (Bergamo)

La storica Cementeria Italcementi di Alzano Lombardo (BG) Nel Medioevo si traggono le acque del Fiume Serio per l’alimentazione della Roggia Morlana, la quale è ancora oggi attiva. Un tratto scorre alle spalle del corpo di fabbrica principale dell’ex Cementeria Italcementi S.p.A., oggi Gruppo Tironi, di Alzano Lombardo (Bergamo). Oltre alle immagini della Roggia Morlana si unisce il catalogo della mostra documentaria La Roggia Morlana. Dalla medioevale “Societas et universitas Seriolae Murgulanae” ad oggi, tenutasi a Bergamo nel novembre 1988. L’ex Cementeria Italcementi S.p.A. è stata visitata nell’ambito del sopralluogo organizzato dai docenti del Laboratorio di Progettazione Architettonica I del Politecnico di Milano.                           Roggia...

Il grande porto d’Italia

Non si dimentichi che Milano, e per l’esattezza la sua Darsena e gli attracchi minori, costituivano uno dei maggiori porti d’Italia e la “classifica” veniva (e viene) stabilita in base al tonnellaggio delle merci scaricate e caricate: «Arrivano a Milano sabbia, laterizi, pietre da taglio, legna, carbone, generi alimentari, sale, metalli; partono tessuti, manufatti, stoviglie, letami e ceneri. Tra il 1830 la fine del secolo, la sola Darsena di Porta Ticinese registrava una media di 8300 barche tra maggiori e minori in entrata e in uscita, per un movimento complessivo di 350.000 tonnellate l’anno» (Giuseppe Grazzini -redazione-, Naviglio Grande, Giorgio Mondadori, Milano 1995, p. 42). La vocazione d’avere l’acqua corrente sotto casa si è quindi perpetuata dagli albori del tempo fino alla metà dell’Ottocento. Secondo gli studi di Felice Poggi a Milano, entro il perimetro del Piano Regolatore e corrispondente ad un’area di poco superiore a quella contenuta entro le mura urbane, nel 1888 esistevano ancora 124 canali costituiti anche dai fontanili, oltre ai Navigli maggiori. Tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del secolo successivo i canali “intralciano” il crescente traffico e l’espansione urbana di superficie, vengono considerati per la realizzazione di una fognatura moderna e pertanto prevale la tendenza a coprirli fino a farli scomparire quasi ovunque dal volto cittadino. Ma si rileva pure che, viste le sempre imminenti sommosse popolari causate delle reiterate crisi economiche e dalle tasse, la rete dei canali impedisce ai gendarmi e all’esercito di avere facilmente ragione dei rivoltosi. Si ricordi, ad esempio, la protesta del 1898, stroncata dal generale oiemontese Fiorenzo Bava Beccaris, il quale fece caricate la cavalleria...