Tomba (tipologia n. 4)

Termine generico con cui s’indica qualsiasi tipo di sepoltura, in cui vengono deposti i resti mortali (ceneri, ossa o cadavere), specificato con precise determinazioni: tomba rupestre, ipogea, a pozzo, a galleria, a fossa, a camera, a loculi (colombari), a dado, a edicola, a capanna, a casa, a terra, a circolo, sopraelevata, ecc. Tra i tipi di tomba abbiamo: – tomba a camera con accesso a caditoia: con pozzo d’accesso e camera sotterranea; – tomba a camera con dromos: con corridoio d’accesso scoperto che dà accesso alla camera ipogea; – tomba a corridoio con loculo sepolcrale: con accesso ricavato nel lato di un corridoio incassato e conducente al loculo; – tomba a loculo tipo Narce: con accesso a pozzo e loculo sepolcrale; – tomba a doppio loculo tipo Montarano: con pozzo d’accesso e due loculi sepolcrali; – tomba a thólos: tipo di tomba a corridoio caratterizzata da un passaggio scavato nel terreno denominato dròmos, ha una camera sepolcrale con la volta a cupola in lastre o conci aggettanti e talvolta con un pilastro centrale. – tomba a tumulo: detta anche sepoltura a tumulo, è un tipo in uso presso alcune popolazioni antiche; può essere costituita da un corridoio e una camera in lastre di pietra talvolta di grandi dimensioni e ricoperta di terra o di pietrisco; può avere pianta circolare con forma conica o a calotta, raggiungendo talvolta dimensioni monumentali come, ad esempio, i tumuli di Newgrange e di Knowth nella contea del Meath in Irlanda. L’immagine a corredo del box è stata tratta da: Bollettino della Consulta del Museo Archeologico di Milano 1894, Serie II, Anno VII, Milano 1895,...

Ossario (tipologia n. 4)

Si tratta di un ambiente, o edificio, anche sotterraneo o semisotterraneo, in cui si raccolgono e si conservano i resti delle spoglie dei defunti esumati dalla loro sepoltura o i resti recuperati nel terreno a seguito di eventi bellici o naturali.La struttura può fare parte di un cimitero oppure essere autonoma e anche monumentale. Un particolare tipo di ossario è il sacrario. A forma di cappella o di edificio monumentale, nel sacrario si conservano i resti e i ricordi materiali di persone generalmente cadute in guerra. Il sacrario militare di Timau (Udine) è la ricostruzione del 1937 del Santuario del Crocefisso, eretto nel 1284 lungo l’antica strada di Monte Croce Carnico. Il progetto è dell’architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. «Nel Sacrario sono stati raccolti i resti di 1.644 Caduti, di cui n. 232 rimasti ignoti, nelle campagne 1915-’16-’17, provenienti dai vari cimiteri di guerra dell’alto But. I loculi sono stati ricavati negli archi delle pareti del Tempio sia all’interno che all’esterno sotto il porticato, con i nominativi riportati su lastre di bronzo» (Ministero della Difesa -a cura di-, Sacrari militari della Prima Guerra Mondiale 1915 1918. Pocol, Pian di Salesei, Timau, Roma 1977, p. 31). Testi di riferimento: Padovan Gianluca (a cura di), Archeologia del sottosuolo. Lettura e studio delle cavità artificiali, British Archaeological Reports, International Series 1416, Oxford 2005. Basilico Roberto et alii, Italian Cadastre of Artificial Cavities. Part 1. (Including intyroductory comments and a classification), British Archaeological Reports, International Series 1599, Oxford 2007....

Necropoli (tipologia n. 4)

Si tratta dell’insieme di sepolture di epoche precedenti all’affermazione del cristianesimo. Col termine necropoli s’indicavano propriamente i sepolcri sotterranei di Alessandria d’Egitto, mentre in archeologia richiama l’aggruppamento di sepolture appartenenti a epoche precedenti l’avvento del cristianesimo e comunque non appartenenti a tale culto, che vengono invece indicati con il termine di cimitero. Il borgo di San Lorenzo Vecchio (Viterbo) è stato fondato su di un basso rilievo destinato in antico a luogo di sepoltura e si tratta di una necropoli etrusca. Colpito dal terremoto verso la fine del XVII secolo e gravato dalla malaria, nonostante il tentativo di bonificare le circostanti aree paludose San Lorenzo è fatto sgomberare quasi un secolo più tardi, dando luogo alla costruzione di San Lorenzo Nuovo più in alto, sul bordo elevato del cratere che contiene il lago di Bolsena. Ad oggi conserva numerose tombe a camera singola e a doppia camera, molte delle quali con evidenti tracce di riutilizzo. Si tratta di una vera e propria città dei morti riutilizzata dai vivi, con l’aggiunta di colombai per l’allevamento dei piccioni, cisterne, fosse frumentarie, cunicoli e sistemi difensivi sotterranei. Così si legge nella relazione di Sperandini datata 25 novembre 1773: «Tre porte si contano nel paese; una ch’è la principale e la più frequentata, ed a cui sta annesso il Palazzo Principale, esposta dalla parte di Tramontana, e l’altra dalla parte di Levante e dalla parte di Scirocco la terza». Prosegue parlando delle mura castellane rovinate e delle sue torri cilindriche, nonchè delle opere sotterranee: «Nel giro poi di tali mura, ed in quei siti ove queste son diroccate, si veggono scavati nel mezzo...

Morgue (tipologia n. 4)

Particolare opera d’inumazione collettiva situata internamente a talune opere di fortificazione permanente.In talune fortificazioni sabaude d’epoca settecentesca si sono realizzati appositi locali sotterranei, detti appunto morgue (termine equivalente all’italiano obitorio), aventi lo scopo di accogliere le spoglie dei caduti e si tratta generalmente di pozzi dotati di appositi scivoli per facilitare l’introduzione dei corpi. Tali grandi “camere mortuarie” sono provviste di sfiatatoi che favoriscono la fuoriuscita dei gas dovuti alla decomposizione. Vere e proprie camere mortuarie dotate di appositi loculi sono presenti nei forti corazzati (batterie corazzate) austriaci costruiti ai primi del Novecento in Veneto, in Trentino e in Friuli. Testi di riferimento: Padovan Gianluca (a cura di), Archeologia del sottosuolo. Lettura e studio delle cavità artificiali, British Archaeological Reports, International Series 1416, Oxford 2005. Basilico Roberto et alii, Italian Cadastre of Artificial Cavities. Part 1. (Including intyroductory comments and a classification), British Archaeological Reports, International Series 1599, Oxford 2007....

Mausoleo (tipologia n. 4)

Il mausoleo è un sepolcro monumentale e un esempio è il mausoleo a camera sotterranea.Un tipo di mausoleo è la mastaba, costruzione funeraria dell’antico Egitto destinata a funzionari e ministri; nelle forme più semplici si presenta come un edificio a forma di piramide troncoconica a base rettangolare. Dotata di una falsa porta, reca alla sommità l’accesso a un pozzo che l’attraversa verticalmente conducendo a una camera sotterranea, posta anche a 15-20 m di profondità. Si ringrazia Luciano Boschi per aver fornito l’immagine a corredo del presente box: G.B. Piranesi, Avanzo del sepolcro degli Scipioni. Testi di riferimento: Padovan Gianluca (a cura di), Archeologia del sottosuolo. Lettura e studio delle cavità artificiali, British Archaeological Reports, International Series 1416, Oxford 2005. Basilico Roberto et alii, Italian Cadastre of Artificial Cavities. Part 1. (Including intyroductory comments and a classification), British Archaeological Reports, International Series 1599, Oxford 2007....

Foiba (tipologia n. 4)

Tipica dolina del carso istriano la foiba presenta sul fondo un inghiottitoio e il nome deriverebbe dal latino fovea, ovvero antro, grotta o fossa.Seppure non si tratti strettamente di un tipo di sepoltura, la foiba è legata agli eccidi di civili e militari avvenuti tra l’Istria e il carso triestino e giuliano dopo l’8 settembre 1943 e fin’oltre il termine della Seconda Guerra Mondiale; numerose foibe contengono tutt’oggi i resti delle salme. La Foiba di Basovizza, situata nei pressi di Trieste, non è una cavità naturale, ma si tratta di un pozzo di ricerca mineraria, utilizzato dopo la Prima Guerra Mondiale per gettarvi materiale bellico e al termine della Seconda Guerra Mondiale per trucidare civili e militari. Chiusa con una grande lapide è oggi monumento nazionale. In un libro di Rumici si può leggere: «Nello stesso periodo in cui i partigiani di Tito arrestarono, deportarono ed uccisero le migliaia di italiani di cui si è detto a proposito della Venezia Giulia, analoga sorte riservarono, in Slovenia e Croazia, ad un numero ancora maggiore di sloveni e croati che furono parimenti massacrati in questo caso per motivi non nazionali, ma solamente ideologici, in quanto avversi all’instaurazione di un regime di stampo comunista nella nuova Jugoslavia» (Rumici G., Infoibati (1943-1945). I nomi, i luoghi, i testimoni, i documenti, Mursia, Milano 2002, p. 349). In chiusura del lavoro Rumici esorta: «Per quanto riguarda il nostro Paese, è auspicabile che questo dramma, sul quale per molti anni è calato un colpevole silenzio, diventi finalmente parte della memoria storica nazionale. I morti delle foibe sono stati considerati troppo a lungo un argomento politicamente delicato...