«Ed ecco verso noi venir per nave…»

La scala conduce dalla Galleria Borbonica alla sottostante “galleria del malaffare”, allagata… Un pertugio s’apre sul vuoto enorme di una cava trasformata in cisterna e pian piano si scende accompagnati dal rumore che risuona nel buio, prodotto dalle calzature sugli scalini di metallo. Si giunge poi ad un pontile in tubi da cantiere e tavole di legno che permette di salire sulla zattera. Gianluca Minin, novello Caronte, vi traghetterà lungo il percorso sotterraneo invaso dalle acque d’infiltrazione. Si attraversa l’incompleta e abbandonata galleria della Linea Tranviaria Rapida (L.T.R.), tacito monumento alla frode e allo sperpero di denaro pubblico, oggi percorso turistico del tutto insolito. Scrive Dante Alighieri: «Ed ecco verso noi venir per nave / un vecchio, bianco per antico pelo, / gridando: “Guai a voi anime parve! / Non isperate mai veder lo cielo: / i’ vengo per menarvi a l’altra riva / ne le tenebre etterne, in caldo e ’n gelo» (Inferno, III 82-87). Ed esclama Virgilio: «Caron, non ti crucciare: / vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare» (Inferno, III 94-96).        ...

Silo sotterraneo

Il silo è la costruzione destinata alla conservazione delle derrate, dei foraggi e dei prodotti deperibili in generale, ed è utilizzato fin dall’antichità. Può essere costruito in elevato, seminterrato o sotterraneo. Nel lavoro di Marc’Aurelio Boldi possiamo leggere, alla voce GENERALITÀ SUI SILÒS, che si tratta di depositi generalmente sotterranei per la conserva dei foraggi: «In vari luoghi della Germania si usa largamente l’infossamento del mais verde come foraggio. Si fanno dei silos di m. 1,50 di profondità, m. 2,5 di larghezza e da 3 a 9 metri di lunghezza disponendo il foraggio nel senso della lunghezza in tanti fusti paralleli e ben serrati l’uno contro l’altro sino a formare un colmo a pareti inclinate alto 2 metri, sopra il livello del suolo, il quale si copre di terra e si comprime bene coi piedi» (Marc’Aurelio Boldi, Le costruzioni rurali, in AA. VV., L’arte moderna del fabbricare. Parte seconda, Le costruzioni, Casa Editrice Vallardi, Milano 1901, p. 206). Di seguito, alla voce SILÒS SOTTERRANEI, sempre Boldi scrive: «Il signor Goffart fece costruire nel suo latifondo in Sologna delle grandi vasche cementate per mettere in serbo il mais per il mantenimento di oltre ottanta grossi capi bovini. Esse hanno 14 metri di lunghezza, 5 di larghezza e terminazioni semiellittiche, e 5 di altezza metà in sterro e metà sopra terra (vedi figure)» (Ibidem, pp. 207-208).        ...

Desio: i Sotterranei dell’Olimpo

Villa Traversi – Tittoni… Nel 2015 a Desio si sono “svuotati” i sotterranei di Villa Traversi – Tittoni… riempiendoli successivamente di visitatori. Ecco qualche immagine dal sottosuolo desiano.           ...

Cemento e stalattiti

La storica Cementeria Italcementi di Alzano Lombardo (BG) Ecco una serie d’immagini che mostrano alcune delle concrezioni formatesi all’interno dei locali dell’ex Cementeria Italcementi S.p.A., oggi Gruppo Tironi, di Alzano Lombardo (Bergamo). Le candide composizioni ornano le strutture d’un tempo in un riquadro surreale dove le gocce d’acqua che s’infiltrano compongono un tocco di natura nel costruito umano. L’ex complesso industriale è stato visitato nell’ambito del sopralluogo organizzato dai docenti del Laboratorio di Progettazione Architettonica I del Politecnico di Milano.                                  ...

La storica Cementeria Italcementi di Alzano Lombardo (BG)

I livelli inferiori Ecco una serie d’immagini che mostrano i livelli inferiori dell’ex Cementeria Italcementi S.p.A., oggi Gruppo Tironi, di Alzano Lombardo (Bergamo). Nella della zona di scarico dei forni giunge una derivazione dalla storica Roggia Morlana, la quale scorre alle spalle del corpo di fabbrica principale. L’ex complesso industriale è stato visitato nell’ambito del sopralluogo organizzato dai docenti del Laboratorio di Progettazione Architettonica I del Politecnico di Milano.                                                                                    ...

Cementeria Italcementi di Alzano Lombardo (BG)

ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE IN BERGAMASCA In data 16 ottobre 2015 i docenti del Laboratorio di Progettazione Architettonica I, proff. A. Gritti, L. Corno, M. Fianchini (Politecnico di Milano, Scuola di Architettura e Società, Laurea Magistrale in Architettura, Anno Accademico 2015-2016), hanno organizzato per i propri studenti un sopralluogo conoscitivo all’ex Cementeria Italcementi S.p.A., oggi Gruppo Tironi, di Alzano Lombardo (Bergamo). L’arch. Manuel Tironi, l’Assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica di Alzano Lombardo Marco Lameri e l’arch. Mariangela Carlessi, docente di Restauro presso la Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano, hanno illustrato la storia e i caratteri costruttivi e tecnologici dell’ex complesso industriale. Si è presa visione della parte di strutture dov’erano collocati i forni verticali per la cottura dei calcari, in cui si conservano le parti sotterranee. Il complesso industriale è situato lungo la Strada Provinciale n° 35 all’inizio della Valle Seriana, nel territorio comunale di Alzano Lombardo, in via G. Acerbis n. 7. L’area è situata tra il Fiume Serio e la storica Roggia Morlana, la quale scorre alle spalle della parte principale del corpo di fabbrica. In origine vi era un mulino da grano, poi trasformato in cartiera nel 1823 da Luigi Pesenti. Nel 1883 si costruisce la fabbrica per la produzione del cemento, dotandola inizialmente di sei forni di cottura. Nel corso degli anni il cementificio è ingrandito e trasformato, fino alla chiusura avvenuta nel 1966, momento in cui i dodici forni sono definitivamente spenti. Il monumentale complesso industriale è stato vincolato il 25 ottobre 1980 (Legge n° 1089/1939, artt. 2, 3) per la sua importanza storica e architettonica.          ...