Ipogeo a Castel Sant’Elmo con croce patente

A Napoli l’acceso principale a Castel Sant’Elmo è costituito da un avancorpo tagliato nella roccia e modificato nel suo originario aspetto presumibilmente nella prima metà del XVI secolo, nel corso della trasformazione del complesso da castello a fortezza. L’avancorpo conserva quello che rimane di un ipogeo scavato nel tufo, oggi a pianta rettangolare. Dovrebbe trattarsi di una cappella o chiesetta ipogea. Sulla parete di fondo rimane chiaramente visibile una banchina di roccia sormontata da una nicchia trilobata. Alla sinistra si scorge il monte sormontato dalla croce e di fronte vi sono nicchie quadrangolari e un’altra croce. Lo scavo dell’accesso all’avancorpo e la realizzazione delle feritoie per armi portatili ha senz’altro troncato l’ambiente, lasciando su di una parete una croce patente.   1. Avancorpo, con indicato l’ipogeo. 2. Ipogeo. 3. Dettaglio della nicchia. 4. Parete di sinistra dell’ipogeo.   5. Parete di destra dell’ipogeo. 6. Croce patente incisa nel tufo. 7. Feritoie tagliate nel tufo....

Mitreo (tipologia n. 3)

In latino viene denominato spelaeum (grotta) poiché la divinità iranica Mithra nasce in una grotta e il culto originario doveva essere officiato in una cavità naturale. In ambito urbano, o in assenza di cavità naturali, la grotta è sostituita da un ambiente sotterraneo o semi sotterraneo, privo di finestre o dotato di piccoli lucernai. Generalmente di forma rettangolare allungata, con ingresso anche sfalsato rispetto all’asse longitudinale, lungo le due pareti ha le panchine su cui prendevano posto gli iniziati. Sul fondo è collocato un piccolo altare a forma di edicola, di ara o a scalini, con l’immagine del dio Mithra solitamente rappresentata da un giovane con berretto frigio nell’atto di uccidere un toro (tauroctonìa) con il pugnale, come visibile nel mitreo di San Clemente a Roma (Della Portella I., Roma sotterranea, Verona 1999, p. 20 e p. 43). L’animale viene imolato per la salvazione cosmica e individuale. Possono essere presenti altri elementi quali sculture, bassorilievi, nicchie con affreschi e mosaici, come nel Mitreo delle Sette Porte a Ostia dove le simbologie musive si riferiscono a riti iniziatici. Un esempio di mitreo in grotta si trova a Duino (Trieste). Testi di riferimento: Padovan Gianluca (a cura di), Archeologia del sottosuolo. Lettura e studio delle cavità artificiali, British Archaeological Reports, International Series 1416, Oxford 2005. Basilico Roberto et alii, Italian Cadastre of Artificial Cavities. Part 1. (Including intyroductory comments and a classification), British Archaeological Reports, International Series 1599, Oxford 2007.   Museo Archeologico di Milano.   S. Giovanni in Conca (MIlano) ex...

Luogo di culto sotterraneo (tipologia n. 3)

Vari culti venivano officiati in ambienti preferibilmente ipogei; oppure, in via del tutto eccezionale, taluni potevano trovare nel sottosuolo un luogo adatto e sicuro per vari fattori contingenti. Non sempre è possibile sapere cosa nello specifico si officiasse, comprendendone tuttavia il carattere particolare. Talvolta i luoghi di culto cristiani possono trovare spazio anche nel sottosuolo, come ad esempio la chiesa ipogea di Sotterra di Paola, in Calabria. Inquadrabile attorno al IX-X secolo, la chiesa si presenta con pronao, navata con due nicchie laterali, iconostasi, presbiterio e abside, nel quale è raffigurato Cristo con gli Apostoli. Vi si accede dalla soprastante Chiesa del Carmine (Verducci R., La chiesa ipogea di Sotterra di Paola, Reggio Calabria 1991). Al di sotto della chiesa di San Domenico a Narni (Terni), costruita attorno al XII sec. ed oggi ospitante la Biblioteca Comunale, si conserva una chiesa ad unica navata con abside semicircolare che ha riutilizzato strutture romane. Il locale presenta vari cicli d’affreschi, realizzati da mani diverse e in differenti periodi storici (Nini R., I sotterranei della chiesa di San Domenico a Narni, in Pensabene G. -a cura di-, Atti del XVII Congresso Nazionale di Speleologia. Castelnuovo Garfagnana 8-11 settembre1994, vol. 1, Firenze 1997, pp. 343-348). Si può ricordare anche la chiesa sotterranea di Vielitcha, in Polonia, scavata all’interno delle miniere di sale: «Une des curiosités de ces immenses èscavations, qui réfléchissent de tous côtés comme le cristal la clarté des lampes et des torches, est la chapelle Saint-Antoine, située au premier étage: cette chapelle est creusée dans la mine même et ne se compose que de sel; l’autel, les statues, les colonnes, le...

Luogo di culto rupestre (tipologia n. 3)

Nel corso del tempo si sono realizzati innumerevoli luoghi di culto, a testimonianza di molteplici concezioni religiose, anche ricavandolo in una parete rocciosa mediante lo scavo, oppure sfruttando cavità naturali e artificiali ad andamento generalmente orizzontale o sub orizzontale. Chiesa rupestre: edificio dedicato al culto cristiano ricavato in un fianco roccioso, o adattando una grotta, oppure costruito all’interno della grotta stessa. Nel territorio di Mottola, in Puglia, si contano una trentina di chiese rupestri, scavate secondo un preciso schema liturgico con l’abside rivolto verso oriente; molte conservano interessanti affreschi. Anche nella zona di Matera si contano varie chiese scavate nei fianchi delle gravine. La chiesa di San Pietro in Princibus si trova al di sotto del villaggio trincerato di Murgia Timone ed è interamente scavata nella roccia calcarea; in un ambiente con volta a botte vi sono alcuni graffiti, tra cui un cavallo (Belmonte B., Al parco dei millenni, La Tipografica, Matera 2001, pp. 64-66). Varie cavità sono state dedicate a San Michele Arcangelo, il cui culto nasce in oriente ai primi tempi del cristianesimo e si diffonde in Occidente ad opera dei Bizantini. I Longobardi lo elessero a protettore delle loro milizie. Il culto del santo è legato a zone montuose e a numerose grotte, a ricordo della leggenda che vede Michele sconfiggere Lucifero relegandolo in una grotta (Lucrezi Berti C., Il culto di S. Michele nelle grotte d’Abruzzo e del Molise, in Segreteria del Convegno -a cura di-, Atti del II Convegno di Speleologia Abruzzese (L’Aquila 9 dicembre 1973), Quaderni del Museo di Speleologia “V. Rivera”, N. 2, Japadre Editore, L’aquila 1975, pp. 185-194). Inoltre: «La presenza...

Favissa (tipologia n. 3)

Forse di origine etrusca, con il termine latino di favissa veniva indicata la cavità, generalmente a forma di pozzo, nella quale si riponevano gli oggetti votivi quando il loro numero era divenuto eccessivo, le suppellettili in disuso e così pure le immagini degli dei decaduti. Con il termine di favisse sono indicate anche le stanze e i sotterranei in senso generico di templi e aree di culto, anche adibite a ripostigli. Testi di riferimento: Padovan Gianluca (a cura di), Archeologia del sottosuolo. Lettura e studio delle cavità artificiali, British Archaeological Reports, International Series 1416, Oxford 2005. Basilico Roberto et alii, Italian Cadastre of Artificial Cavities. Part 1. (Including intyroductory comments and a classification), British Archaeological Reports, International Series 1599, Oxford 2007....

Eremo sotterraneo (tipologia n. 3)

Analogamente all’eremo rupestre, seppure meno frequente, l’eremo sotterraneo assolve alle medesime funzioni e può essere ricavato tanto in una cavità naturale quanto scavato nel sottosuolo anche adattando una preesistente opera.Ad esempio, nel pavimento della chiesetta romanica del castrum tardo antico di S. Antonio di Perti, a Finale Ligure (Savona), vi è l’accesso a una cavità naturale che conduce, dopo due brevi pozzetti, a una piccola saletta parzialmente concrezionata; sul lato destro del fondo una colata di calcare con microvaschette risulta artificialmente consunta, tanto da essere quasi liscia nella parte centrale e una piccola vasca per la raccolta dell’acqua di stillicidio è rozzamente ricavata nel ‘dorso’ calcareo: ancora agli inizi degli anni ottanta del XX sec. si diceva che un tempo vi dormisse un eremita. Testi di riferimento: Padovan Gianluca (a cura di), Archeologia del sottosuolo. Lettura e studio delle cavità artificiali, British Archaeological Reports, International Series 1416, Oxford 2005. Basilico Roberto et alii, Italian Cadastre of Artificial Cavities. Part 1. (Including intyroductory comments and a classification), British Archaeological Reports, International Series 1599, Oxford 2007....