Milano sotterranea… tubolare

Ecco alcune immagini di un rifugio antiaereo milanese del 1940-41. Si tratta di uno di quelli chiamati “tubolari”, realizzato a servizio di palazzine popolari. Abbiamo una galleria pseudoparabolica in calcestruzzo dello sviluppo di 35,12 m, larga 3 m e con altezza massima di 2,4 m. È suddivisa in quattro celle e alle stremità vi sono spessi muri parasoffio. Le sedute, quelle che rimangono, sono in lastre di graniglia con supporti di mattoni posti a intervalli di un metro l’uno dall’altro. Aveva cinque ingressi, comunicanti con i soprastanti edifici, di cui uno solo praticabile. Si può dire che un altro frammento di storia sia emerso dal sottosuolo milanese.              ...

“Galleria della Fenice”: particolare rifugio antiaereo milanese

Nel 2016 è venuto “alla luce” a Milano un nuovo rifugio antiaereo ricavato nel sottosuolo. Si tratta di una galleria attualmente percorribile per soli 37 metri, alta 2,8 metri e larga 2 metri. In superficie è stato comunque individuato un altro tratto di volta a ben 40 metri di distanza. Secondo un architetto del Comune di Milano nell’area scorreva un tempo un canale, uno dei tanti che la metropoli ha “relegato” nel sottosuolo. E potrebbe trattarsi proprio di un tratto di canale, approfondito e riutilizzato come rifugio antiaereo nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Siccome non è riportato in alcuna documentazione d’epoca lo abbiamo denominato “Galleria della Fenice” e registrato nel “Catasto Nazionale Cavità Artificiali” della FNCA con il seguente numero progressivo: C.A. LO MI 0088. Da allora altri ipogei si sono “lasciati” scoprire e percorrere.            ...

Rifugio antiaereo di via Spaventa

L’edificio di proprietà di Metropolitana Milanese S.p.A. situato in via Spaventa è stato costruito negli anni Trenta. Accanto a questa struttura, al di sotto del piazzale interno, è stato successivamente realizzato un rifugio antiaereo in cemento armato avente criteri antibomba e “antigas”. Questo in ottemperanza alle leggi vigenti in materia di protezione antiaerea (Circolare n. 104800 del 30 aprile 1936, Regio Decreto – Legge 24 settembre 1936, n. 2121; Legge 22 dicembre 1938, n. 2224). Accesso. Dal piano terreno dell’edificio una scalinata con gradini in pietra conduce ad un lungo corridoio, il quale si sviluppa parallelamente alla facciata interna dell’edificio stesso. Dal corridoio principale si stacca una galleria composta da quattro segmenti normali tra loro, i quali formano una sorta di “greca”. L’andamento “a spezzata” serviva a contenere l’eventuale spostamento d’aria causato dall’esplosione di una bomba in prossimità dell’accesso, non protetto da porta antiscoppio. Difatti ancora oggi vi è una semplice e leggera porta metallica che ne chiude l’ingresso. I primi metri della galleria presentano la volta a piattabanda, mentre i restanti hanno la volta a tutto sesto e le pereti leggermente inclinate verso il centro. Il percorso è oggi attraversato da due tubature recenti e l’ultimo tratto ha il pavimento sollevato di qualche decina di centimetri e parzialmente coperto da una lastra metallica. Rifugio antiaereo. Il rifugio antiaereo ha una superficie interna di 67 m2, muri divisori interni compresi e il piano di calpestìo si trova a 3,5 m al di sotto dell’esterna quota del piazzale. Si compone di un antiricovero, dotato di gabinetto, tre stanze e una piccola camera con uscita di sicurezza a pozzo. La copertura,...

Al Castello di Milano… qualcuno ha perso la testa

A proposito del fossato e delle mura così ha scritto Leonardo da Vinci a commento della sua visione assonometrica dell’angolo nord del Castello di Porta Giovia: «I fosi del Castello di Milano, di dentro alla ghirlanda, è braccia 30; l’argine sua è alta braccia 16 e larga 40; e questa è la ghirlanda. I muri di fori sono grossi braccia 8 e alti 40; e le mura del Castello sono braccia 60. Il che tutto mi piace, salvo che io vorrei vedere le bombardiere che sono in nei muri della ghirlanda non riuscissino in nella strada segreta di dentro, cioè in s, anzi / si calasse per ciascuna, come appare in m f» (Leonardo da Vinci, Manoscritto B, f. 36 v.). Leggiamo ora quanto ha scritto Luca Beltrami poco più di un secolo fa proprio a commento del disegno: «Lo spessore di braccia 8, riportato dal Vinci per il muro della ghirlanda, è abbastanza esatto. Come dicemmo, tale spessore risultava ancora ultimamente in m. 5,40, o braccia 9: così la larghezza del fossato è di m. 15 circa, o br. 26, e la distanza fra le cortine della ghirlanda, e la controscarpa, è di m. 22,60 e cioè br. 38., prossime alle 40 indicate da Vinci» (Luca Beltrami, Il Castello di Milano, pp. 642-643). Il Castello di Milano, o meglio il suo nucleo centrale, è ancor’oggi protetto da un fossato in parte colmato. Un tempo era più profondo e costituiva un pericoloso ostacolo da superare qualora si fosse presa d’assalto la fortezza. Prescindendo dal fatto che oggidì sarebbe di grande utilità lo svuotamento di tale opera, innanzitutto per ridare...

Castello di Milano: ancora colpi di ruspa

La ruspa ha nuovamente “colpito” al Castello di Milano. Si voleva scavare per fare passare l’ennesima tubatura? Ma, visto che la benna si è arrestata sulla Ghirlanda del Castello, ora quale sarà la fulgida risoluzione? Magari utilizzare le gallerie tre-quattrocentesche del Castello per farvi passare nuove tubature? Magari accompagnate da una bella colata di calcestruzzo? Che cosa si deve soggiungere? Forse che l’ignoranza del patrimonio architettonico, storico, artistico e culturale, unita alla “fretta” di risolvere questioni, condurranno a nuove lesioni delle parti architettoniche del Castello di Milano? Lo scavo è stato condotto sopra la Ghirlanda, tra la Porta del Soccorso e la Torre della Colubrina, non certo arrestandosi all’incontro con la struttura muraria, come ben testimoniano i solchi che i denti della benna hanno lasciato sulla copertura della sottostante galleria. E a furia di scavare è stato scoperchiato un antico condotto d’aerazione che dà proprio sulla sottostante Galleria delle Radici, che dai sotterranei della Porta si spingono a lato della menzionata Torre della Colubrina. Cosa si farà di questa parte sommersa? La cosa a dir poco risibile è che nella ricorrenza dei cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci si vada a rovinare irrimediabilmente quanto rimane ancora integro nel sottosuolo di ciò che Leonardo ha disegnato: le opere interne alla Ghirlanda del Castello. La cosa altrettanto ridicola è che non si sia mosso alcun ricordo nei confronti della poderosa “macchina da combattimento” visconteo-sforzesca, i cui unici disegni d’epoca medievale solo quelli che il Maestro, ovvero Leonardo, ha vergato.     Sinistra: Visione assonometrica del lato nordovest del Castello con il fossato, la galleria di controscarpa (chiamata da Leonardo...

La “strada segreta di dentro” del Castello di Milano

La Galleria di Controscarpa del Castello di Milano, denominata da Leonardo da Vinci “strada segreta di dentro” e oggi conosciuta impropriamente come “Galleria della Ghirlanda”, è un’opera unica al mondo per l’epoca di costruzione, la lunghezza e l’articolazione. Realizzata nei primi decenni del Quattrocento dai Visconti, ha uno sviluppo di tutto rispetto: circa 490 metri, diramazioni escluse; è illuminata da 103 feritoie, una delle quali molto profonda, due finestrature agli angoli e tre accessi ai rivellini. L’unico disegno d’epoca ad oggi noto raffigurante il complesso Galleria-Ghirlanda ce lo ha lasciato Leonardo da Vinci ed è contenuto nel Manuscrit B de l’Institut de France (fol. 36 v.). Collocato anteriormente al 1515 e corredato da una descrizione, il disegno mostra l’angolo nord della fortezza con la torre a pianta quadrata d’epoca viscontea che protegge la Corte Ducale. A seguire, alla sinistra, abbiamo il fossato tutt’oggi esistente, la controscarpa con la sua strada coperta in galleria, la parzialmente demolita Ghirlanda con le casematte, la cortina e la scarpa. Oltre abbiamo un altro fossato, la controscarpa con la strada coperta, ma non in galleria bensì all’aperto, e lo spalto. Per quanto concerne la sola altezza delle mura di cortina del Castello occorre ricordare che, in base alle opere sotterranee esplorate e rilevate, il fondo del fossato odierno è sensibilmente più alto di come si presentava ai tempi di Leonardo. Così ci dice lo scritto del Maestro, vergato al di sotto del disegno, a proposito della Ghirlanda e delle migliorie che suggerisce di apportarvi: «El foso del casteli de Milano de dentro. / I fossi del Castello di Milano di dentro alla ghirlanda è...