ATTI DEL PRIMO CONGRESSO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA DEL SOTTOSUOLO:

ANTICA OPERA DI DRENAGGIO OBLITERATA A BOLSENA

Autore
Alessandro Fioravanti Ingegnere Minerario

Sommario

Testimonianza di una galleria di drenaggio, oggi obliterata, scavata nel tufo ignimbritico. Proposta per un suo recupero.

Abstract

Testimony of a drainage tunnel, dug into tuff and vanished today. Proposal for a restoration.

1 – Un’antica opera di drenaggio

Nel rispetto della nuova Legge sui Beni Culturali (D.L. 22-1-04, n° 42) ritengo utile, anche per i miei concittadini bolsenesi, far conoscere uno stralcio di carta catastale che dormiva tra le mie vecchie carte. Si tratta di una porzione del F° 19 di un vecchio catasto urbano di Bolsena (Viterbo), sulla quale, nel lontano 1952, avevo riportato il tracciato di una notevole galleria, non indicata in nessuna mappa, antica o recente, ma di rilevante interesse per la sicurezza del paese, che avevo rilevato per mio personale interesse verso il mio paese natale.

Questo modesto grafico (fig. 1), essendo l’unica testimonianza esistente di quella galleria di drenaggio oggi obliterata, si può considerare “opera grafica di più di cinquanta anni” e, pertanto, da tutelare ai sensi della citata legge n° 42/04. Sulla destra è riportato in scala anche il primo rilevamento completo delle Catacombe di S. Cristina, eseguito da me e da mia moglie nel 1960 (fig. 2).

Detta galleria, di ampia sezione, risulta scavata a piccone attraverso il corpo dell’alta rupe di tufo ignimbritico compresa tra la ex chiesa di S. Francesco e quella di S. Cristina e sovrasta il quartiere detto anticamente “Borgo fuori”, oggi attraversato dal Corso della Repubblica (ex Corso Vittorio Emanuele). Tale rupe, pur essendo di aspetto imponente, non ha mai goduto di un “nome proprio” nella cartografia antica e moderna forse perché, fino ad un recente passato, era considerata fuori dell’abitato. Nella microtoponomastica locale è detta “Poggio Pesce” e “Poggio Battaglini”: nella insellatura che la divide di è arrampicata recentemente una parte dell’abitato, detta “il Parione”, dove nel passato sono state scavate varie tombe etrusche.

Non è da dimenticare che Bolsena, fino a poco più di 50 anni fa, nelle più accreditate guide turistiche era detta “borgo agricolo e peschereccio”: una visione sintetica di questo sviluppo urbanistico può ritrovarsi nel confronto (fig. 3) tra il Catasto Gregoriano (anno 1819) ed un recente Piano Regolatore (fig. 4) (Fioravanti 1991).

GALLERIA DI DRENAGGIO BOLSENA